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La stazione dei treni fantasma

Odissea tra ritardi cronici e corse cancellate. Protesta dei passeggeri per i continui disagi. «Nessun servizio e informazioni poco chiare»
Il racconto-denuncia di Roberta Scanu di Gonnosfanadiga. Il treno delle 6,54 che doveva partire da San Gavino (diretto ad Oristano) è stato improvvisamente soppresso senza preavviso. «Poco chiare le giustificazioni. Servizi inesistenti»

La stazione dei treni fantasma

La stazione dei treni fantasma

Treni fantasma a San Gavino. I disservizi della stazione ferroviaria del paese continuano a mietere disagi e, di conseguenza, vespai di polemiche tra i viaggiatori. Il treno delle 6,54 che doveva partire da San Gavino (diretto ad Oristano) è stato improvvisamente soppresso, lasciando sbigottiti alcuni passeggeri che abitualmente lo prendevano per recarsi a lavoro. Tutto ciò senza lasciare nessun preavviso e, soprattutto, senza offrire un motivo particolarmente valido per spiegare questo tipo di cambiamento.

LA LISTA È solo l’ultimo episodio di una lunga lista che, da qualche tempo, continua a seminare rabbia e delusione tra i pendolari che, per varie ragioni, in particolare scuola e lavoro, sono costretti a viaggiare in treno. Non bastano i continui ritardi che, quotidianamente, mettono a repentaglio il futuro lavorativo dei passeggeri, ora le corse vengono addirittura cancellate. Il fatto è accaduto lo scorso mercoledì mattina quando, una giovane pendolare di Gonnosfanadiga, Roberta Scanu, come ogni mattina, si è recata dal suo paese alla stazione ferroviaria di San Gavino per prendere il treno delle 6.54 che l’avrebbe condotta ad Oristano, dove la giovane lavora.

L’ATTESA Attesa vana. Il treno non è arrivato. «Sarà come al solito in ritardo, ho pensato tra me», racconta la ragazza. «Ho atteso alcuni minuti, poi mi sono diretta al tabellone informativo per leggere eventuali comunicazioni». La giovane ha un’amara sorpresa: il treno 12900 che parte da Cagliari diretto a Oristano è stato soppresso. Il motivo? Difficile da capire. Sconcertata, si rivolge all’impiegato della biglietteria per chiedere spiegazioni. «Il treno è stato soppresso perché non c’è materiale». Una paradossale risposta che ha confuso ancor di più la donna. «Il treno, che faceva quel tipo di corsa, non esiste più». Queste la magra delucidazione del funzionario che, dispiaciuto per l’accaduto, ha consigliato alla giovane donna di attendere il treno successivo, quello delle 7.18, ovviamente anch’esso in netto ritardo.

LA SCELTA Non avendo altra scelta, Roberta Scanu ha dovuto attendere e prendere il treno che, fermandosi in tutte le altre stazioni successive, ha prolungato il suo ulteriore ritardo. Il treno è giunto ad Oristano alle 8.15, nonostante la sventurata pendolare dovesse entrare a lavoro alle 8. «Per fortuna, i miei datori di lavoro sono comprensivi ed umani ma, questa situazione è davvero insostenibile. Siamo davvero stanchi di questa situazione. Paghiamo un abbonamento ogni mese per un ente pubblico e statale ma che non offre nessun tipo di servizio a noi passeggeri e, per di più, dando giustificazioni illogiche e poco chiare».

Fonte: Marcella Pistsi, Unione Sarda di Sabato 20 novembre 2010

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