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San Gavino Monreale
giovedì, 22 Ottobre 2020

Prestazioni veterinarie all’interno della sede sociale. Mancata pulizia e inciviltà.

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Riceviamo e pubblichiamo la denuncia di una nostra lettrice.


Forse qualcuno pensava che quella era soltanto una vecchia scuola, utilizzata magari saltuariamente da qualcuno più che altro come magazzino, ma tutto sommato abbandonata. Invece, l’ex scuola materna di Piazza Giovanni XXIII a San Gavino Monreale è sede sociale di diverse associazioni, tra le quali l’Ass. Delfino ONLUS, che opera in favore delle persone con disabilità. Il lunedì e il giovedì sera una ventina di ragazzi si ritrovano in questo posto per svolgere attività quali disegno, pittura, musica, ballo e per passare un paio d’ore in compagnia.

Ma ‘qualcuno’ ha ben pensato questo edificio come ideale per introdurvi dei cani, ai quali applicare il microchip identificativo. Stupisce il fatto che, proprio nell’atrio di una scuola, siano stati disposti due banchi e una cattedra (utilizzati normalmente dai ragazzi dell’ass. Delfino o da altri utenti della sede, appartenenti a diverse associazioni) per farvi salire gli animali. Ma non basta. A volte gli spazi comuni sono pochi ed è necessario fare uno sforzo per condividerli, nel rispetto degli altri e degli stessi spazi.

Ma l’idea del rispetto degli altri e dello spazio condiviso con altri non è probabilmente nella mente di chi sta portando avanti l’attività di inserire i microchip. La cosa che fa indignare, infatti, è che chi svolge tale attività in questi giorni lo stia facendo nella più totale indifferenza nei confronti delle altre persone con le quali sta condividendo uno stesso spazio.

Oggi, i ragazzi dell’associazione Delfino si sono trovati davanti a uno scenario raccapricciante: i banchi dove vengono fatti salire i cani sono stati lasciati sporchi, completamente ricoperti di peli, così come il pavimento, nel quale sono evidenti anche alcune macchie di sangue. Inoltre, per terra, una scatola traboccante di vari rifiuti, fazzoletti e quant’altro riversa il proprio contenuto in quanto non abbastanza capiente. E, ciliegina sulla torta, all’ingresso della sede, a due passi dal portoncino, un bell’escremento di cane, lasciato lì, come ricordo o per segnare il territorio.

Non è possibile che la nostra sede sociale, un luogo frequentato da persone a scopo ricreativo, sia stato utilizzato come ambulatorio veterinario. Ma soprattutto non è possibile che lo si sia lasciato in queste condizioni, come se fosse un ‘posto di nessuno’. Il fatto che quello spazio non sia privato ma comune, cioè di tutti, significa che tutti devono prendersene cura.

Visto che proprio questa cosa la si doveva svolgere in questo posto (cosa su cui si avrebbe molto da discutere), perlomeno, si dovrebbe avere l’accortezza di lasciarlo pulito (e ben disinfettato!), evitando che altri utenti entrino a contatto con quegli escrementi, quei peli, quel sangue e tutte le altre cose poco igieniche che oggi abbiamo trovato.

L.F.

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