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Treni-lumaca, pendolari in rivolta

I ritardi provocati da una vertenza del personale di pulizia sulla pelle di centinaia di pendolari. Appello a Trenitalia. Petizione con più di settecento firme: protesta di massa contro i disagi.
«Iniziamo a lavorare in ritardo e ci decurtano la busta-paga»

Treni-lumaca, pendolari in rivolta

Treni-lumaca, pendolari in rivolta

Adesso basta, la pazienza dei pendolari che ogni giorno prendono il treno per andare a Cagliari è finita. Così in un documento firmato da 731 persone e inviato alla direzione generale di Trenitalia, al prefetto di Cagliari e all’assessorato regionale ai trasporti chiedono di poter viaggiare in treno con il rispetto degli orari e il rimborso dei biglietti e degli abbonamenti dal momento che dal 18 novembre prendere i convogli ferroviari è diventata un’impresa. I disagi sono notevoli perché un ritardo o una soppressione del treno significa arrivare in ritardo a lavoro e vedersi decurtata la busta paga. Disagi anche per gli studenti costretti a perdere ore di lezione e spesso a rientrare a casa a causa del ritardo del treno perché i cancelli della scuola vengono chiusi.

ACCUSA I viaggiatori sono solidali con i lavoratori della ditta di pulizie ex Geas, ma puntano il dito contro Trenitalia: «Inoltre, anche in assenza di scioperi o altre cause che possano influenzare il regolare funzionamento del servizio di trasporto, – lamentano i pendolari – le condizioni di viaggio non sono certo delle migliori, perché, spesso, ci si ritrova disservizio di trasporto, le condizioni di viaggio non sono certo delle migliori, perché, spesso, ci si ritrova di fronte a ritardi e cancellazioni di treni dovuti a chissà quali motivazioni quasi mai esternate dal personale viaggiante».
Ogni giorno moltissimi viaggiatori, soprattutto nella fascia oraria che va dalle 6 alle 8,30, sono costretti a viaggiare in piedi per mancanza di posti sufficienti presenti nel materiale viaggiante: «Ecco perché – lamentano i 731 firmatari – si capisce che questo sciopero ha fatto perdere pazienza, tempo e denaro a molte persone che utilizzano la ferrovia per potersi recare a lavoro o a scuola».

SCUSE Per cui, il minimo che ci si aspetta da Trenitalia, per “scusarsi per il disagio arrecato ai clienti fissi” è un rimborso totale o parziale degli abbonamenti (annuali, mensili e settimanali), espresso anche sotto forma di sconto commisurato alla tipologia del documento di viaggio a titolo di risarcimento del danno subito nel periodo summenzionato.
Di qui la richiesta che non siano i pendolari a dover pagare le conseguenze di uno sciopero riguardante il personale di ditte esterne . Ora a quest’ultima società spetta il compito di fare chiarezza e dare risposte. Inoltre come se non bastasse anche in caso di sciopero alla stazione di San Gavino non è stato ancora aperto il bar e neppure l’edicola. Per cui non è possibile neppure bere un caffè o leggere un giornale.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Lunedì 06 dicembre 2010

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