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Piscine, corsa a spese dei privati «Concorrenza sleale dai progetti dei Comuni»

LA DENUNCIA. In cantiere stanziamenti pubblici milionari ma il bacino di utenza ha i numeri contati
Agli impianti pubblici esistenti (Serrenti, Lunamatrona) dovrebbero presto aggiungersi quelli di Villacidro (costo: 5 milioni) e Sanluri (2 milioni). Le preoccupazioni delle società che hanno in gestione gli impianti privati di San Gavino e Guspini.

Piscine, corsa a spese dei privati

Piscine, corsa a spese dei privati

Nel Medio Campidano è iniziata una vera e propria corsa per costruire nuove piscine. In un territorio di appena centomila abitanti distribuiti tra 28 paesi è possibile trovare una vasca comunale a Serrenti, una a Lunamatrona, a cui si aggiungono quelle dei privati: le due dello Sporting Club a San Gavino (4 se si contano le piccole) e quella del centro Sa Rocca di Guspini. Ma come se non bastasse di recente è stata posta la prima pietra per una nuova piscina a Villacidro (costerà quasi 5 milioni di euro) ed anche il Comune di Sanluri, che aveva già deliberato 800mila euro, ha deciso di aggiungere altri 1,2 milioni per costruire un centro acquatico.

DENUNCIA Ed è prevedibile che scoppierà la guerra per conquistare nuovi iscritti, ma i privati non ci stanno e parlano di concorrenza sleale e di spreco di denaro pubblico. Lo denuncia Tonino Mura, socio dello Sporting Club di San Gavino: «Solo la bolletta della corrente di un mese come agosto è di 4.343 euro cui si aggiunge una spesa mensile di oltre 16 mila euro per il gasolio. Per non chiudere in perdita ci vogliono non meno di 600 persone. È una follia creare nuove piscine. Il numero delle piscine presenti è esorbitanti rispetto al bacino d’utenza».

LE GESTIONI Sulla stessa linea è Stefano Demontis del centro sportivo «Sa Rocca»: «Solo il tre per cento della popolazione si serve della piscina. La nostra l’abbiamo data in gestione alla «Polisportiva San Giorgio», ma in otto anni la piscina non è mai riuscita a pagare l’affitto e ora deve far fronte alla concorrenza di Terralba che ci ha tolto 200 iscritti mentre Villacidro toglierà molto a San Gavino. Il pubblico anche se è perdita non paga niente, noi privati invece paghiamo le tasse: invece di fare gruppo ognuno va per conto suo».

I COSTI A Serrenti la piscina comunale è gestita dalla società Esperia con una formula che funziona: «Gli iscritti – spiega il direttore sportivo Mauro Pau – sono 1600 con una media di 600 che frequentano al mese. Abbiamo vinto un appalto decennale. Diamo lavoro ad una ventina di persone del posto. Se altri Comuni vogliono costruire nuove piscine si devono chiedere se poi avranno le risorse per gestirle. Inoltre ci vuole un bacino di utenza di almeno 25-30mila persone». A Lunamatrona la piscina del consorzio «Sa Corona Arrubia» è in mano alla società «All together s’arrà»: «La gestione ci costa non meno di 20mila euro. Siamo in forte passivo perché abbiamo appena iniziato. Le spese di ammortamento sono a lungo termine, paghiamo altissime bollette della corrente. Oggi in piscina si va ance per fare terapia, con il solo nuoto avremo già chiuso».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Martedì 07 dicembre 2010

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