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«Aiuti per chi investirà nel multisala»

L’obiettivo di Bruno Deidda: «Così fermeremo la fuga dal paese di giovani e meno giovani durante le sere del fine settimana».
Il vice sindaco: firmeremo la convenzione con l’imprenditore. Il Comune pronto a intervenire per agevolare la creazione di nuovi pub

La zona della nuova stazione di San Gavino

La zona della nuova stazione di San Gavino

Favorire l’ingresso degli imprenditori che vogliono investire nella zona della nuova stazione di San Gavino e in particolare chi vuole aprire un cinema multisala. È questa la filosofia dell’amministrazione comunale che risponde a diverse esigenze. «I nostri giovani – spiega il vice sindaco Bruno Deidda – soprattutto il fine settimana devono andare a Cagliari oppure Oristano per vedere i film in programmazione mentre in questo modo si potrebbero evitare gli spostamenti in auto».

IL PROGETTO Di qui l’appello rivolto ad imprenditori del territorio e non a investire a San Gavino: «Ci rivolgiamo a chi, come Giovanni Muscas, ha avuto l’idea di costruire un multisala, ma anche a tutti coloro che ne avessero intenzione. Come amministrazione – aggiunge Bruno Deidda – siamo pronti a fare una convenzione con chi voglia investire, purché porti vantaggi anche alla collettività. Oltre al cinema, a San Gavino si sente molto la mancanza di locali notturni come i pub. La loro presenza servirebbe a frenare la fuga dei giovani il week-end».

LA ZONA La scelta dell’area della nuova stazione ferroviaria non è casuale perché in questo modo potrebbe arrivarci anche chi non utilizza la propria auto. Inoltre un punto di forza sarà la nascita del centro intermodale, finanziato dalla Regione con un milione e mezzo di euro, che porterà all’integrazione del trasporto tra gli autobus e i treni con la creazione di una nuova area per i parcheggi delle auto: «Siamo pronti – evidenzia Deidda – a favorire tutti quelli investimenti che creino occupazione e quindi nuovi posti di lavoro. L’area intorno alla nuova stazione all’interno del piano urbanistico comunale è inserita come zona servizi, ma se fosse necessario c’è la possibilità di fare qualche altra variante».

IL BAR Insomma quell’area che oggi rimane molto marginale rispetto al baricentro del paese, potrebbe in questo modo cambiare fisionomia. Al momento intorno alla stazione sono spuntati come funghi centri commerciali di media grandezza mentre ancora oggi all’interno della stazione non è stato aperto un bar dove bere un caffè o un’edicola dove acquistare un giornale nell’attesa del treno. Rimane poi un grande scalo merci ad oggi ancora inutilizzato che assomiglia alla pista di un aeroporto. «Le ferrovie – conclude Bruno Deidda – non hanno nessuna intenzione di utilizzarlo se non ci sono le navi per i vagoni merci. Sono soldi pubblici spesi per niente».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda di Mercoledì 29 dicembre 2010

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