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Fonderia, nasce il museo storico

Iniziativa del Comune: assemblea pubblica per acquisire il materiale
Appello alla popolazione: «Portateci reperti e vecchie foto».

L'edificio che ospiterà l'esposizione è la vecchia stazione del trenino che trasportava il minerale di Montevecchio.

L'edificio che ospiterà l'esposizione è la vecchia stazione del trenino che trasportava il minerale di Montevecchio.

Il museo dedicato alla storia della fonderia diventa realtà. Le foto, le testimonianze, i filmati di questa fabbrica storica troveranno spazio nel museo e centro di documentazione delle «Due Fonderie».
L’idea è quella di un museo vivo e aperto come spiega l’assessore alla cultura Cinzia Uda: «il 24 gennaio alle 17 nella sede del Museo «Dona Maxima» si svolgerà un’assemblea pubblica che darà l’avvio alla campagna di acquisizione del materiale documentario (foto, manufatti, oggetti, documenti, testi) che servirà per allestire la struttura comunale destinata al museo, che si trova in via Montevecchio e che ospiterà la ricca eredità culturale e materiale dell’antica fonderia di Villacidro e della moderna fonderia di San Gavino, rappresentata dall’organizzazione degli spazi urbani, delle relazioni sociali industriali e dalla presenza di un’originale cultura del lavoro».

PARCO LETTERARIO Un museo inserito nel parco letterario «Giuseppe Dessì» che ha questo nome perché lo scrittore villacidrese nei suoi romanzi cita l’antica fonderia di Villacidro, facendo riferimento a quella di San Gavino.
L’edificio, che ospiterà tutti questi cimeli, ha un’alta valenza culturale perché era la stazione di partenza del trenino verso la miniera di Montevecchio ed ora è stato ristrutturato, arredato e dotato delle attrezzature multimediali. «Nel bilancio pluriennale – aggiunge Cinzia Uda – sono state previste ulteriori somme, aper l’allestimento degli spazi espositivi». Oltre alla ricerca delle fonti documentarie, presenti nell’archivio comunale di San Gavino e in quello di Stato di Cagliari, gli esperti si stanno occupando del reperimento delle fonti orali, attraverso la realizzazione di interviste ai protagonisti del mondo industriale sangavinese (lavoratori, direttori e familiari).

LA SEZIONE Questa attività di ricerca, ancora in corso, è finalizzata all’allestimento del primo nucleo della sezione storico-antropologica del museo. «Quest’ultimo – conclude l’assessore Cinzia Uda – insieme a «Dona Maxima», che ospita e valorizza la tradizione contadina, completeranno l’offerta turistico/didattica locale: le due strutture opereranno in maniera integrata al fine di valorizzare e promuovere la cultura sangavinese».
Insomma San Gavino scommette sul turismo culturale ed ora ci sarà una selezione di due antropologi che dovranno completare la ricerca etno-antropologica con il reperimento di documenti di rilevanza storica.

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