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Treni, solo la beffa è puntuale

Rischio licenziamenti e bocciature per i ritardi. Corse soppresse, direttissimi trasformati in locali: coro di proteste da Serrenti e San Gavino.
Diffide delle aziende ai dipendenti pendolari per i troppo frequenti cartellini timbrati in ritardo. Gli studenti invece rischiano conseguenze in pagella per i sistematici ritardati ingressi in classe. Fioccano le proteste in tutti i centri serviti dai binari.

Treni, solo la beffa è puntuale

Treni, solo la beffa è puntuale

Ancora disagi per i ritardi dei treni con le puntuali proteste dei pendolari già esasperati dal fatto che negli ultimi mesi del 2010, a causa dello sciopero delle ditte delle pulizie, il viaggio era ormai diventato un’odissea. Da San Gavino a Serramanna (e da tutti gli altri paesi che gravitano sulla strada ferrata) è un coro unanime di lamentele.

ORARI Lunedì 17 gennaio per esempio: il direttissimo che da San Gavino parte alle 7.12 e arriva a Cagliari alle 7.45 si è dovuto fermare in tutte le stazioni intermedie accumulando un ritardo di 22 minuti. I viaggiatori hanno perso la pazienza. «È l’ennesimo ritardo – denuncia Annalisa Garau, pendolare – i danni per noi lavoratori sono stati ingenti oltre al fatto che nei mesi scorsi abbiamo dovuto pagare il prezzo del biglietto o dell’abbonamento del treno quasi senza usufruire del servizio. Come dipendente di una scuola a Cagliari ho ricevuto una lettera di diffida per i continui ritardi al lavoro». E come Annalisa diverse centinaia di lavoratori diretti a Cagliari pagano sulla propria pelle ogni minimo ritardo.
Trenitalia fa sapere che il treno precedente è stato cancellato per un guasto, a quel punto il convoglio successivo si è fermato nelle stazioni di Sanluri Stato, Samassi, Serramanna e Decimannu per far salire a bordo i pendolari. Per il resto l’azienda assicura che nell’ultimo periodo i treni viaggiano in orario.

PROFITTO Anche tantissimi studenti hanno risentito non poco delle cancellazioni dei treni ed ora devono fare i salti mortali per non perdere l’anno scolastico dal momento che con la Riforma Gelmini è previsto un tetto massimo di 50 assenze.
Caso da manuale a Serrenti. In auto fino a Samassi e poi via sul treno verso Oristano che, però, da qualche settimana fa “scalo” a San Gavino. Una mezz’ora («Al freddo della stazione») in attesa della coincidenza, il diretto che arriva da Cagliari. In soldoni: partenza, da Samassi, alle 5 e 40, arrivo a Oristano alle 8 e 15. Due ore e mezza, che si traducono nel ritardato ingresso al lavoro e nelle scuole di molti lavoratori e studenti. Da Serrenti chi vuole studiare deve impiegare quasi 5 ore giornaliere del suo tempo in viaggio.

MADRE «Mio figlio aveva il sogno di studiare al Tecnico Aeronautico di Oristano e noi l’abbiamo accontentato, ma negli ultimi tempi viaggiare col treno, l’unico mezzo disponibile per raggiungere la scuola, è diventato impossibile», dice Maria Giuseppina Cocco, la madre del ragazzo. Il viaggio a ritmi da diligenza sarebbe il risultato della trasformazione, senza preavviso, da diretto in locale del treno su cui abitualmente saliva lo studente serrentese e i suoi compagni. La conseguenza è il sistematico ingresso a scuola in ritardo che rischia di nuocere all’andamento scolastico degli studenti.

Fonte: Gigi Pittau, Ignazio Pillosu, Unione Sarda del 20/01/2011

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