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Il viaggio in treno resta un desiderio

San Gavino. Viaggio soppresso, nessuna comunicazione e le carrozze spesso sporche.

Il viaggio in treno resta un desiderio

Il viaggio in treno resta un desiderio

Disagi per treni soppressi o in ritardo, sporchi e maleodoranti. Lo denunciano i pendolari che ogni giorno prendono il treno da Cagliari a San Gavino. È successo anche ieri che il convoglio delle 7.30 in partenza dal capoluogo e diretto a San Gavino è stato soppresso con un preavviso comparso poco prima nei tabelloni delle partenze con conseguenti disagi per i lavoratori e gli studenti che raggiungono il liceo pedagogico e scientifico.

Il motivo? «In biglietteria mi hanno detto che è stato soppresso per mancanza di personale – spiega Giorgio Sanna di Quartu Sant’Elena – ma ai pendolari non è stata data nessuna altra informazione per arrivare al lavoro ho dovuto prendere la macchina. Viaggio ogni giorno per raggiungere San Gavino. Per motivi economici mi trovo costretto ad utilizzare il treno, acquisto mensilmente l’abbonamento che costa 61 euro, perché dovendo effettuare il percorso ogni giorno in macchina spenderei una fortuna».

In viaggio spesso si trasforma in un’odissea: «Pago per un servizio – aggiunge Giorgio Sanna – che spesso è un disservizio, nel senso che si viaggia su treni in pessime condizioni, sporchissimi e maleodoranti, oramai da tempo spesso in ritardo. Quando un treno viene soppresso, la cosa più assurda è che manca l’informazione, si resta in stazione in attesa di comunicazioni che non arrivano. Viaggio in treno dal 1993 e la situazione sta peggiorando sempre di più. Alcuni mesi fa ho dovuto viaggiare soltanto in macchina perché i treni venivano soppressi tutti i giorni. E come se non bastasse, nella nuova stazione ferroviaria di San Gavino mancano tantissimi servizi e le strade di accesso sono poco illuminate. Non c’è neppure un bar dove potersi prendere un caffè o un cappuccino. È impossibile anche acquistare un quotidiano o qualsiasi altra rivista perché non c’è nessuna edicola»

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 17/02/2011

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