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Treni fermi e nuovi disagi

Corse soppresse, esplode la protesta dei tanti pendolari

Ancora disagi per i pendolari che viaggiano in treno verso Cagliari. Ieri mattina sono stati soppressi alcuni treni molto frequentati sia dai lavoratori che dagli studenti. «È una situazione assurda», denuncia Annalisa Garau, una delle tante pendolari che ogni giorno si deve recare per lavoro a Cagliari. «È stato soppresso il treno che parte a San Gavino alle 6.07 per il capoluogo e così pure il treno successivo delle 6.38 che arriva a Cagliari alle 7.38. Ci è stata annunciata anche la soppressione del treno successivo delle 7.12 che arriva nel capoluogo senza fare nessuna fermata intermedia. In realtà è poi arrivato un convoglio intorno alle 7.15 che però si è fermato in tutte le stazioni: Sanluri, Samassi, Serramanna, Villasor e Decimomannu». Come se non bastasse il viaggio si è trasformato in un incubo perché in ogni stazione sono saliti altri pendolari e i posti a sedere sono subito stati occupati con il risultato che i viaggiatori sono stati costretti a viaggiare come sardine».

Treni fermi e nuovi disagi

Treni fermi e nuovi disagi

Tra i viaggiatori la pazienza è davvero finita. «Chiedo alle Ferrovie», aggiunge Garau, «che se ci sono dei disagi possiamo essere messi nelle condizioni di organizzarci in modo diverso, mentre questa soppressione è stata fatta all’ultimo momento e pare che anche nei prossimi giorni ci saranno altri problemi. La gente è più che esasperata, siamo da ottobre che si va avanti con questa situazione. Adesso era da un po’ che si viaggiava regolarmente. Insieme ad altri viaggiatori abbiamo scritto a un’associazione di consumatori: chiediamo i danni per tutti i disagi subiti. Ogni volta che si arriva in ritardo al lavoro bisogna spendere i soldi per avvisare del ritardo».

I viaggiatori tempo fa si sono rivolti anche al prefetto per porre rimedio a una situazione insostenibile. Gli stessi studenti vedono messo in pericolo il proprio anno scolastico, dal momento che la riforma Gelmini prevede un tetto massimo di assenze pari a 50 giorni di scuola.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 22/02/2011

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