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Fonderia, la chiusura si allontana

L’azienda: segnali di ripresa. A lavoro le ditte d’appalto. Nuove speranze per la fabbrica, legata alle produzioni di Portovesme. Segnali positivi dai mercati internazionali.

Fonderia, la chiusura si allontana

Fonderia, la chiusura si allontana

La fonderia non chiuderà. È questa la rassicurazione data dalla Portovesme Srl, a cui fa capo la storica fabbrica di San Gavino nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali ( presenti Efisio Lasio per la Cgil e Edoardo Bizzarro per la Cisl, Gigi Marchionni per la Fiom-Cgil e Marco Angioni per la Fsm Cisl e l’amministratore delegato Carlo Lolliri: «Gli investimenti aziendali – conferma quest’ultimo – partiranno dall’impianto dello zinco elettrolitico di Portoscuso e per questi si conferma la massima disponibilità al coinvolgimento anche delle imprese del territorio che negli anni hanno dimostrato affidabilità e professionalità».

APPALTI In questo modo i lavoratori delle ditte d’appalto che fanno riferimento alla fonderia avranno la possibilità di essere occupati a Portoscuso e di avere una boccata d’ossigeno dal momento che gli stessi dipendenti diretti della fonderia sono da mesi in cassa integrazione. Per la fonderia nell’incontro con i sindacati l’azienda ha confermato che, anche a motivo di alcuni segnali positivi dei mercati internazionali di riferimento, allo stato attuale i programmi futuri di ripresa delle attività produttive rimangono validi. In questa fase di cassa integrazione gli uffici tecnici dell’azienda stanno costantemente elaborando progetti di ricerca e sviluppo di nuovi processi produttivi coerenti con la tecnologia dello stabilimento e con la domanda dei mercati potenziali di sbocco.

DISPONIBILITÀ Questo costante impegno della Portovesme Srl è stato accolto con favore dai sindacati: «Questa azienda – evidenzia Gigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil – sta cercando di stringere i denti per rimanere aperta e sta facendo di tutto per fare in modo che lo stabilimento di San Gavino, che fa delle lavorazioni uniche in Europa, risulti ancora produttivo. Siamo realisti: con l’azienda siamo stati molto schietti e loro con noi. Da parte nostra c’è l’impegno a tenere alta la guardia. L’obiettivo è il mantenimento dei posti di lavoro della fonderia. Il prossimo incontro sarà nella prima quindicina di aprile. Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo fatto una richiesta di incontro alla Provincia del Medio Campidano, che ha già dato la sua disponibilità al riguardo e al comitato anticrisi della Regione Sardegna». Insomma l’intenzione è quella di coinvolgere tutte le istituzioni per salvare tutti i posti di lavoro della fonderia, una fabbrica che va avanti dal lontano 1932.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 07/03/2011

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