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Decolla l’aereo della solidarietà

Inaugurato nel piazzale del centro di salute mentale: i lavori sono durati tre mesi.

Sotto un limpido cielo di primavera, ieri a San Gavino si è inaugurato, nel piazzale del centro di salute mentale, un biplano, nuovo simbolo dell’istituto, costruito da pazienti, genitori e dallo psichiatra Alessandro Coni.

Il biplano costruito dallo psichiatra e dai pazienti

Il biplano costruito dallo psichiatra e dai pazienti

PRIMO VIAGGIO Dopo gli interventi del sindaco di San Gavino, Gianni Cruccu, dell’assessore provinciale alle Politiche sociali e sanitarie, Nicola Garau, e la benedizione del parroco di Santa Teresa, don Giorgio Lisci, l’aereo è stato messo in moto da uno studente della scuola media che ha scritto il tema più bello dal titolo:“I miei vicini di casa del Centro di salute Mentale”. Portare in alto i propri sogni e i progetti che nascono dal cuore e dall’incessante desiderio di mettersi in gioco: questo l’obiettivo che hanno raggiunto i ragazzi del Csm dell’Asl 6, in collaborazione con le associazioni di familiari Oltre il Sogno e l’associazione sportiva Andalas de Amistade. In un’atmosfera di grande festa i protagonisti di questo progetto, accompagnati dalla folla, si sono raccolti, in un unico abbraccio di solidarietà e di speranza per inaugurare un progetto, frutto di tre mesi e mezzo d’intenso lavoro e di passione. Si tratta di un modello, in scala originale, di un biplano Sopwith Fi Camel: «Questo aereo rappresenta molto di più. È il simbolo del sogno, della speranza per andare oltre e realizzare progetti inizialmente impossibili».

I PAZIENTI «La realizzazione di quest’aereo nasconde una metafora.» – spiega Efisio Porta, componente del gruppo di lavoro – «Rappresenta la vita di tutti, al di là di quelli che sono i problemi di salute mentale, la vita è come un sentiero, a volte molto arduo da percorrere. Il nostro messaggio è non abbandonare mai quel sentiero. Se ci sembra troppo difficile basta fermarsi e studiare come andare avanti. Una volta riacquistata la forza, è più facile riprendere il cammino». Alessandro Spano si è impegnato a verniciare il velivolo: «Il coinvolgimento in questo progetto mi ha permesso di lavorare con armonia esprimendo appieno la mia creatività. È stata una bella alchimia perché si è lavorato con amore e con quel pizzico di follia che non guasta mai» conclude ironicamente. «Questa esperienza mi ha aiutato a credere nelle mie capacità, a migliorare i miei pensieri e soprattutto a mettermi in gioco» -spiega Massimiliano Saiu – «siamo pienamente soddisfatti del risultato, non solo per quanto riguarda la realizzazione di questo biplano ma perché attraverso questo abbiamo accettato e imparato ad amare la vita. Ora l’unica nostra paura è ammalarci di normalità».

IL RESPONSABILE «È una terapia alternativa – conclude lo psichiatra Alessandro Coni – che ha permesso a questi ragazzi di conoscersi, confrontarsi e sostenersi a vicenda».

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda del 27/03/2011

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