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Trasferta-rifiuti, diktat in forse

I sindaci in missione a Cagliari incontrano il Prefetto e la commissione Ambiente regionale.
Pressing per il rinvio, confermata la protesta.

 Trasferta-rifiuti, diktat in forse

Trasferta-rifiuti, diktat in forse

Il rinvio potrebbe arrivare l’ultimo nell’ultimo giorno utile, prima che i Comuni del Medio Campidano siano obbligati a trasferire i rifiuti dalla discarica di Villacidro all’inceneritore del Tecnocasic a Macchiareddu. Ieri a tarda sera, dopo un vertice durato quasi quattro ore con i sindaci dei 28 comuni in rivolta, la commissione ambiente del Consiglio regionale ha deciso che chiederà all’unanimità di spostare la data, già fissata per questo venerdì. Poco dopo le 20, conclusa la riunione, è stato il sindaco di Sanluri, Alessandro Collu, a chiarire i dettagli del vertice. «Siamo molto soddisfatti», ha detto, «l’unanimità della commissione ambiente chiederà un rinvio dell’applicazione del provvedimento, almeno al primo luglio. Questo per avere il tempo necessario di comprendere le pesanti ricadute sul nostro territorio. Ovviamente, la commissione non ha potere di rinviare, ma lo proporrà all’assessorato che poi deve farlo».
Una mezza fumata bianca, che stempera gli animi, ma che comunque non annulla la convocazione straordinaria dei consigli comunali dei vari centri della provincia, prevista per oggi alle 16 lungo la statale Carlo Felice, nei pressi del bivio per Villasanta. Una convocazione che, proprio a causa delle tensioni degli ultimi giorni, si temeva potesse sfociare in una clamorosa protesta dei sindaci.

SUMMIT E già ieri mattina, dopo l’incontro in Consiglio regionale coi capigruppo di maggioranza e opposizione che si era tenuto nei giorni scorsi, il comitato degli amministratori del Medio Campidano, con la fascia al collo, avevano portato la protesta in Prefettura, chiedendo un intervento e una mediazione del prefetto Giovanni Balsamo. «Il prefetto ci ha promesso che farà presente la questione alla Regione», ha riferito Collu, «ma si tratta di una decisione esclusivamente politica. Per noi è impossibile essere pronti per venerdì, non ci sono nemmeno i mezzi sufficienti per poter garantire il servizio di trasporto. La proroga è indispensabile“.
Al pomeriggio, poi, la delegazione dei sindaci e un gran numero di operai delle ditte specializzate nel conferimento, ma anche tanti cittadini, sono tornati a Cagliari a manifestare sotto il palazzo del Consiglio regionale, mentre all’interno la commissione ambiente ha incontrato sia l’assessore Giorgio Oppi che, dopo, i sindaci.

L’ASSESSORE «È andata male la nostra prima istanza» ha riferito Ennio Cabiddu, sindaco di Samassi, «volevamo confrontarci in contradditorio con l’assessore Oppi davanti alla commissione. Noi riteniamo assolutamente scandalosa la coincidenza di questa decisione di conferire al Cacip con l’avvio della differenziata a Cagliari, così come consideriamo non valido il piano dei rifiuti, approvato dal presidente Soru dimissionario, il 20 dicembre 2008, senza consultare la commissione regionale ambiente e, peggio ancora, senza passare in Consiglio regionale». Poco dopo, la fumata bianca: con l’impegno della commissione di chiedere all’assessorato uno slittamento della data d’inizio del conferimento al Tecnocasic.

RICORSO Nei giorni scorsi, invece, era arrivata la bocciatura del Tar Sardegna al ricorso presentato dal Consorzio industriale del Medio Campidano, assieme ai Comuni di Villacidro, Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Srrenti, Sanluri e San Gavino Monreale. «Per il nostro territorio è una sciagura», aveva ribadito Giorgio Zucca, sindaco di Sardara: «una scelta non concertata che vuol dire, conti alla mano, un aumento della spesa che sfiora il quaranta per cento».
In prima fila anche i sindaci di Furtei e Gonnosfanadiga, Luciano Cau e Nino Zanda, ma anche Giovanna Orrù (Villacidro), Franco Atzori (Arbus) e Rossella Pinna (Guspini).
Il Medio Campidano è al quinto posto in Italia nella raccolta differenziata e al primo nell’Isola. Col trasferimento del conferimento, alcuni centri avrebbero dovuto sobbarcarsi la spesa di trasporto per quasi cento chilometri.

Fonte: Francesco Pinna, Unione Sarda del 30 Marzo 2011

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