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Incompiute? «Non è colpa delle Fs»

L’azienda replica al sindaco: compito del Comune i lavori stradali

Incompiute? «Non è colpa delle Fs»

Incompiute? «Non è colpa delle Fs»

Nessun braccio di ferro per i lavori mai ultimati attorno alla nuova stazione di San Gavino. E se alcune strade non sono state completate, la colpa non è certamente delle Ferrovie dello Stato, che rimandano al sindaco Gianni Cruccu ogni accusa. «L’intero progetto, comprese le opere nel territorio del comune di San Gavino, la linea ferroviaria e una nuova stazione al di fuori del paese, è stato concordato con l’amministrazione comunale in conferenza di Servizi. L’obiettivo era decongestionare il centro abitato e promuovere, così come sta avvenendo, lo sviluppo socio-economico di un’area agricola altrimenti poco valorizzata», affermano alle Ferrovie dello Stato. Anche le opere viarie accessorie alla linea ferroviaria sono state definite in conferenza di servizi.

«La criticità – sostengono alle Ferrovie dello Stato – risiede nella difficoltà manifestata dagli enti destinatari della nuova viabilità, Comune e Provincia, alla presa in carico delle nuove strade aperte già da anni al traffico. La gestione delle strade non rientra nella missione di Ferrovie dello Stato. Semmai è il permanere della latitanza delle amministrazioni locali che rischia di creare una carenza di sorveglianza, controllo e manutenzione delle opere realizzate, con ciò che ne consegue per chi le utilizza». Quindi le responsabilità ricadono sul Comune e sulla Provincia.

«Per quanto riguarda invece le strade preesistenti, le vie Donizzetti e Maria Carta, erano e rimangono di competenza del Comune che ne cura la funzionalità e la sicurezza. Infine, l’innesto sulla strada provinciale 62, pur essendo a norma l’incrocio previsto in Conferenza di Servizi, Rfi si rese disponibile ad accogliere le richieste di una nuova rotatoria a condizione che il Comune mettesse a disposizione le aree necessarie, cosa che l’amministrazione comunale non ha mai fatto», aggiungono dalle Ferrovie dello Stato.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda del 08/04/2011

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