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Romina Vargiu: «Edema cerebrale»

Ipotizzata la causa del decesso, ma il giallo resta apertissimo
Ieri gli esami medici sulla donna di Villacidro Un edema cerebrale e uno scompenso cardiaco: queste sarebbero le cause della morte di Romina Vargiu, spirata il 19 maggio all’ospedale di San Gavino subito dopo aver dato alla luce una bambina. È l’esito dell’autopsia effettuata ieri dal medico legale Francesco Paribello, che però non ha concluso qui il lavoro. Dalle analisi, cui hanno partecipato anche i professionisti Gianbenedetto Melis e Guglielmo Benvenuti (su incarico dei difensori Leonardo Filippi e Paolo Sestu) e Roberto Demontis (su richiesta del legale Andrea Pogliani, che assiste la famiglia della vittima), sono emerse infatti “incongruenze”: alcuni dati della cartella della paziente sono incompatibili tra loro e con i risultati dell’autopsia. Così sarà necessario studiare ulteriore documentazione medica relativa alla situazione clinica della vittima, verificare il tipo di anestesia e attendere i risultati degli esami istologici (20 giorni). Potrebbero aumentare gli indagati.

Fonte: Andrea Manunza, Unione Sarda del 24/05/2011


Un’altra morte per parto

Anche questa disgrazia sarebbe avvenuta nello stesso ospedale. Episodio simile a quello di Romina Vargiu: indagini.

Un'altra morte per parto

Un'altra morte per parto

Non solo Romina Vargiu, morta durante il parto cesareo il 19 maggio all’ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino: un’altra donna sarebbe spirata qualche tempo prima in circostanze simili nello stesso reparto. È quanto emerso dalle indagini in corso per risalire alle cause del decesso della giovane di Villacidro: il pm Giangiacomo Pilia ha incaricato la polizia giudiziaria di verificare se davvero le cose stiano così e, nel caso, di prendere contatto col marito della giovane.

LA DISGRAZIA Sulla sussistenza di questo secondo episodio pare però vi siano pochi dubbi, posto che la scoperta è stata fatta da un pubblico ufficiale il quale l’ha comunicata subito al magistrato: ma la vicenda, vista la delicatezza, ha necessità di avere tutti i crismi della certezza, dunque nei prossimi giorni gli inquirenti convocheranno l’uomo a palazzo di giustizia perché spieghi quando e dove è accaduta la disgrazia e perché non abbia presentato una denuncia. Anche quest’altra ragazza sarebbe stata sottoposta a un taglio cesareo, un particolare che non può non ricordare ciò che è successo appena cinque giorni fa.

ROMINA Ancora alle 17,30 di giovedì scorso Romina Vargiu, 34 anni, ride e scherza col marito nel reparto di Ostetricia. Poco dopo la donna entra in sala parto per dare alla luce la sua primogenita, ma l’immediato via vai di medici fa capire che qualcosa non va. Alle 20,30 la neo mamma muore: fa nascere la bambina ma lei non sopravvive. Colpa, secondo la Asl 6, di una forte emorragia. «Un caso rarissimo di mancata coagulazione del sangue», dice il direttore generale Salvatore Piu. Parte l’inchiesta e nel registro degli indagati finiscono il primario del reparto di Ostetricia e Neonatologia Carlo Tomasi e il ginecologo Alessandro Biggio, che avevano eseguito il taglio cesareo e tentato di rianimare la paziente. Ma ieri l’autopsia ha fatto emergere elementi che potrebbero cambiare le carte in tavola.

Fonte: Andrea Manunza, Unione Sarda del 24/05/2011

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