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La denuncia del Comune a RFI

Il 31 Marzo vi abbiamo parlato ancora una volta dei numerosi incidenti e problemi che gravitano attorno alla nuova stazione (strade senza illuminazione o marciapiedi, allagamenti, stato di abbandono delle rotonde. E più volte abbiamo trattato la questione della mancata bonifica delle aree della vecchia stazione, ormai ridotte a distese di sterpaglia inquinate e abitate dai ratti.

Il nostro Comune ha sollecitato RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ad un intervento immediato per la messa in sicurezza delle aree di sua competenza, ricevendo in cambio un rimbalzo delle responsabilità. In particolare leggiamo, con un misto di incredulità e sdegno

«L’intero progetto, comprese le opere nel territorio del comune di San Gavino, la linea ferroviaria e una nuova stazione al di fuori del paese, è stato concordato con l’amministrazione comunale in conferenza di Servizi. L’obiettivo era decongestionare il centro abitato e promuovere, così come sta avvenendo, lo sviluppo socio-economico di un’area agricola altrimenti poco valorizzata»

Promuovere – così come sta avvenendo – lo sviluppo socio-economico di un’area agricola altrimenti poco valorizzata? Soltanto questo passaggio fa capire quanto poco conoscano la situazione di San Gavino e le campagne circostanti. E probabilmente non hanno mai tenuto in considerazione il fatto che ci sono tantissime persone che ancora stanno aspettando i rimborsi degli espropri, nascondendosi dietro il dito della “conferenza dei servizi” che avrebbe permesso loro di realizzare la nuova stazione secondo gli attuali criteri che sono sotto gli occhi di tutti.

L’amministrazione Comunale di San Gavino Monreale ha fatto pervenire agli organi competenti una denuncia, che vi alleghiamo in copia dell’originale, per ottenere la collaborazione di RFI per la messa in sicurezza delle aree della vecchia e della nuova stazione.

In virtù delle numerose segnalazioni dei residenti sangavinesi, ma anche delle notifiche giunte al Comune da parte delle forze dell’ordine, è necessario muovere le acque per ottenere quello che dovrebbe essere un nostro inalienabile diritto: usufruire di servizi pubblici decorosi e di veder bonificate le aree dismesse e pericolose per la salute dei cittadini.

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