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L’ospedale? Vecchio e inadeguato

«Il nuovo ospedale di San Gavino si farà». Lo sostiene il manager dell’Asl 6 mentre monta la protesta contro il rischio che la Regione neghi i finanziamenti.
Il manager dell’Asl 6: a San Gavino cantiere entro un anno. La donna morta in sala parto: fiducia nei medici e nel lavoro della magistratura.

Il manager dell'Asl 6 Salvatore Piu

Il manager dell'Asl 6 Salvatore Piu

Al secondo piano della direzione generale, protetto da uno scudo di aria fresca, il manager dell’Asl 6 Salvatore Piu va dritto al punto: «L’ospedale di San Gavino ha un mucchio di problemi. Di vecchiaia, strutturali, logistici, tecnici, tecnologici. Tutto è obsoleto. Stiamo intervenendo per settori: ci siamo già occupati dell’impianto elettrico, ora stiamo adeguando gli ascensori. Poi faremo qualcosa per cardiologia, rianimazione. Metteremo le mani solo per sopravvivere altri tre-quattro anni, non di più. Ho bloccato il progetto per il nuovo pronto soccorso perché spero che sia costruito l’intero ospedale. Siamo in corsa e continuiamo ad andare avanti».

LA PROTESTA Fin qui le speranze. Perché la realtà rischia di essere più complicata. Politici e sindacati, cittadini e associazioni sono sul piede di guerra: temono che i finanziamenti regionali per San Gavino siano stati dirottati verso altre destinazioni. Riunioni su riunioni non sono riuscite a cancellare il sospetto. «Mi risulta che i soldi ci siano, entro dodici mesi formalizzerò gli espropri», promette il manager, «i fondi erano previsti in una delibera del febbraio 2011, che però prevedeva l’inserimento dell’ospedale nel piano sanitario regionale. Quel documento però ancora non è stato discusso dal Consiglio regionale. Dico di più: il primo lotto funzionale potrebbe essere pronto nel 2013. È l’obiettivo che mi è stato dato dal presidente della Regione e dall’assessore alla Sanità. La prima verifica del mio operato sarà tra 15 mesi, se non avrò aperto il cantiere non sarò riconfermato al vertice dell’Asl».

MORTE IN SALA PARTO «Ho disposto subito un’inchiesta interna. La nostra voglia di verità è uguale a quella della famiglia», dice Salvatore Piu, «soprattutto per la signora che aveva trentaquattro anni, per il marito e la figlia che hanno diritto di sapere cos’è accaduto. Detto questo, sono assolutamente fiducioso in un chirurgo che ha oltre mille parti in carriera». Non crede che la somma dei problemi stia creando una fama sinistra all’ospedale? «Ho passato venticinque anni della mia vita a difendere l’ospedale di Muravera, che considero un avamposto dello Stato. A San Gavino, rispetto a Muravera, ci sono anche i numeri che giustificano l’attività che svolge, l’ospedale ha fidelizzato i cittadini». Alcuni reparti hanno una fama sinistra o no? «Non parlerei di fama sinistra. Prendiamo il pronto soccorso. È ospitato in locali disastrosi e lavora con un organico ridotto all’osso, un primario e cinque medici. In queste condizioni dovremmo fare un monumento a chi tutti i giorni fa ben oltre ciò che è previsto dai contratti di lavoro».

Fonte: Paolo Paolini, Unione Sarda del 1/07/2011

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