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«Cagliari penalizza i disabili»

Il nuovo Ente intermedio non può avere una propria lista che tuteli le categorie protette. Per le assunzioni vale la graduatoria della vecchia Provincia
I disabili del Medio Campidano sono stati tagliati fuori dalle assunzioni alla Camera di commercio, nell’agenzia Laore e nella direzione provinciale del lavoro.

Un paradosso tutto italiano. Da una parte la legge riconosce la graduatoria dei disabili residenti nella Provincia del Medio Campidano, dall’altra la ignora ogni qualvolta si presenta l’occasione di assunzioni a tempo indeterminato in tutti gli enti pubblici che sono rimasti esclusivi della vecchia Provincia di Cagliari.

Cagliari penalizza i disabili

Cagliari penalizza i disabili

GLI EPISODI È successo lo scorso anno quando alcuni lavoratori hanno trovato un posto fisso alla Camera di commercio, si ripete quest’anno col bando di concorso per 7 nuove assunzioni: tre all’agenzia Laore e quattro alla direzione provinciale del Lavoro. Ancora una volta gli uni e gli altri dovranno necessariamente essere pescati dalla graduatoria di Cagliari. Lo dice la legge numero 68. Quella che da 22 anni tutela i diritti lavorativi di chi ha un handicap: «Le assunzioni da parte di amministrazioni ed enti pubblici, anche a carattere nazionale e regionale, avvengono tramite la direzione provinciale del lavoro competente nella sede presso la quale il lavoratore dovrà prestare servizio». In questo caso Cagliari. E allora? Come uscire da questo circolo vizioso? «Abbiamo posto il problema all’attenzione della giunta regionale», dice Edoardo Bizzarro, segretario generale della Cisl. «Chiediamo che vengano emanati i provvedimenti necessari affinché si ponga fine a questa palese ingiustizia. Si potrebbe trovare il modo di attingere da ambo le graduatorie, magari proporzionalmente al numero degli aventi diritto». Così anche l’assessore provinciale al Lavoro, Simona Lobina: «Sino a quando l’ambito di competenza territoriale della direzione provinciale del lavoro di Cagliari, quale sede periferica del ministero delle Politiche e Servizi per il Lavoro, resta l’ex Provincia, i nostri disabili saranno vittima di una forte ed intollerabile discriminazione e penalizzazione. Occorre un percorso comune che non lasci indietro nessuno. Siamo pronti a fare la nostra parte».

LE VITTIME Lo sperano i diretti interessati, oltre 600 disabili da cinque anni ormai separati dai colleghi di Cagliari. «Più dell’handicap», sbotta Franco Garau, «fa male la discriminazione. Proprio chi dovrebbe garantire le fasce deboli è il primo a non rispettare le leggi. A parole siamo speciali e protetti, con i fatti semplici numeri in fila in un fitto elenco che non si capisce bene perché sia nato. Messo lì, a Sanluri, fra un mucchio di scartoffie. Ho raccontato a mezza Italia questa storia. Ho scritto al presidente della Repubblica e del governo, al presidente Cappellacci, a diversi ministri. Ho inviato mail ai sindacati e ai politici del territorio. Sino ad oggi un muro di gomma. Se nulla dovesse cambiare, ad una cosa le nuove province sono servite: a discriminare i meno fortunati».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Mercoledì 13 luglio 2011

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