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Fuoco ad un gatto: in cella

Tre giovani condannati senza condizionale. Il giudice: persone senza scrupoli e pericolose per la società.
Sei mesi di carcere per Giampaolo Pia, di 46 anni, e Massimiliano Pinna di 33, entrambi di Guspini, ma anche Maurizio Giraldo 30 anni di San Gavino.

Il gatto torturato dai tre manovali, morto pochi giorni dopo le sevizie

Il gatto torturato dai tre manovali, morto pochi giorni dopo le sevizie

Che si tratti di persone senza scrupoli e molto crudeli è fin troppo evidente, ma secondo il giudice tre giovani che danno fuoco a un gatto vivo e lo uccidono per puro divertimento possono anche essere pericolose per la società. E per questo meritano una condanna a dir poco esemplare: sei mesi di carcere senza il beneficio della sospensione condizionale della pena. Per quell’orribile divertimento, tre manovali (Giampaolo Pia, di 46 anni, e Massimiliano Pinna di 33, entrambi di Guspini, ma anche Maurizio Giraldo 30 anni di San Gavino Monreale) finiranno in cella per scontare in carcere la condanna emessa nei giorni scorsi dal giudice monocratico di Olbia, Riccardo De Vito.

IL MACABRO GIOCO La storia risale al 2006, quando i tre operai del Medio Campidano erano arrivati a Olbia per lavorare in un cantiere edile. Vivevano in un edificio nelle campagne di Suiles dove, evidentemente, non c’erano tanti divertimenti. Per occupare il tempo libero, dunque, avevano pensato di tormentare il gatto della vicina. Tutto era stato studiato per bene: per intrappolare l’animale i tre muratori avevano costruito una gabbia in metallo e con alcune esche erano riusciti a intrappolare il micio. A quel punto era iniziata la tortura. Il gattino era stato cosparso d’alcool e avvolto subito dalle fiamme. Il macabro divertimento, per i tre muratori era quello di sentire i lamenti disperati dell’animale e per ridere ancora di più, il gatto trasformato in torcia, era stato liberato e così aveva iniziato a correre all’impazzata in mezzo a un campo. La proprietaria aveva sperato in un miracolo, ma il gattino era morto dopo alcuni giorni di agonia.

INDAGINI E PROCESSO Maria Rosa Codina, che non era riuscita a salvare il suo gatto, aveva presentato subito una denuncia ai vigili urbani di Olbia. Le indagini erano scattate subito e qualche giorno dopo gli agenti avevano sequestrato la gabbia e denunciato i tre giovani alla Procura della Repubblica di Tempio. Giampaolo Pia, Massimiliano Pinna e Maurizio Giraldo sono finiti sotto processo e il 19 luglio è arrivata la condanna a sei mesi di reclusione senza attenuanti. Nella sentenza, il giudice Riccardo De Vito spiega le motivazioni della sua decisione: «La condotta degli imputati denota pericolosità sociale e assenza di scrupoli». I tre, secondo il giudice, potrebbero ripetere ancora gesti così crudeli e per questo devono essere rinchiusi in carcere: «L’indicibile sofferenza provocata all’animale e alla sua proprietaria non permette la concessione delle attenuanti generiche».

Fonte: Nicola Pinna, Unione Sarda del 11/08/2011

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