#
Monumenti Aperti Tutto l'Anno | San Gavino Monreale Mappa dei Murales Sangavinesi

Resta in contatto con San Gavino Monreale . Net!

RSS FeedYoutube

Referendum sul capoluogo

Sanluri o Villacidro? Una scelta per risparmiare. La proposta arriva da un gruppo di consiglieri della minoranza
Il presidente Fulvio Tocco replica: «Il doppio capoluogo non crea nessun dissesto finanziario, è soltanto demagogia di chi non conosce i numeri del Bilancio».

Fulvio Tocco

Fulvio Tocco

Mentre in tutta Italia si discute se abolire o meno le Province, soprattutto quelle piccole per dimensioni o abitanti, nel Medio Campidano l’argomento dibattuto è un altro. Quale dei due attuali capoluoghi è da sopprimere? Villacidro o Sanluri? Saranno i cittadini, chiamati alle urne da un referendum popolare, a scegliere quale sarà il futuro capoluogo della Provincia.

LA MINORANZA La proposta arriva dai banchi del Consiglio, dal gruppo di minoranza “Federazione Campidano” formato da Agostino Pilia, Efisio Meloni e Luigi Deias: «Il doppio capoluogo va abolito, è una spesa superflua. Che senso ha tenere in vita due sedi, fra l’altro una abilitata solo per le riunioni delle commissioni e del Consiglio? Spendere soldi per doppi uffici, doppie attrezzature, opere di manutenzione, bollette e trasferimento degli atti da un luogo all’altro». Replica il presidente Fulvio Tocco: «Si fa demagogia senza conoscere i dati».

IL DIBATTITO Tocco parte con l’elenco delle virtuosità della Provincia in fatto di risparmi e di spese oculate, mentre l’opposizione punta la lente d’ingrandimento su sperperi e progetti mai realizzati. «Una consultazione referendaria?», dice Tocco, «Sperperare soldi per chiamare gli elettori ad esprimersi? Scherziamo. Il doppio capoluogo non crea alcuna spesa aggiuntiva: per riunirsi il gettone di presenza resta di 60 euro a prescindere dalla sede, senza rimborsi chilometrici. Se si vuole proprio risparmiare si eliminano i Consorzi, le Aziende, le Società che impropriamente esercitano funzioni tipiche di Province e Comuni, ma poi assenti al momento del bisogno. Un caso emblematico: il 16 agosto, a San Gavino, c’eravamo solo noi ed i volontari a spegnere il vasto incendio alle porte del paese. Non c’erano né Stato, né Regione né Comunità locali».

L’OPPOSIZIONE Di parere opposto Agostino Pilia: «D’accordo sulla validità della Provincia. È la gestione delle risorse che va rivista. Non possiamo continuare a comportarci come una grande Pro-Loco che dispensa soldi per sagre e sagrette, senza alcun ritorno economico». Lancia un appello a «coloro che si erano battuti per questa Provincia affinché prendano posizione: il referendum sulla scelta del capoluogo sarà il primo passo per puntare al risparmio». Luigi Deias insiste: «Il costo della politica di quasi 700 mila euro va dimezzato, ad iniziare dalla riduzione del numero dei consiglieri: da 24 a 18. Una sforbiciata alle consulenze esterne, oltre 500 mila euro, sommate a più di 200 mila per lo staff di presidenza, potrebbe andare a beneficio dei settori penalizzati. E poi stop viaggi, convegni, spuntini e agli incarichi, sempre più costosi, come i co.co.co, da anni sempre alle stesse persone».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Domenica 11 settembre 2011

Lascia un commento