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Keller, in corteo sulla 131

Clamorosa protesta dei 400 operai senza lavoro. Appello ai politici nella vertenza sulla riapertura della fabbrica.
Giovedì vertice con Governo, Regione e Ministero per cercare di recuperare le commesse annullate da Trenitalia per inadempienza contrattuale.

Keller, in corteo sulla 131

Keller, in corteo sulla 131

Si inasprisce la vertenza Keller. Gli operai della fabbrica di Villacidro bloccano la statale 131, provocando rallentamenti e code sulla principale arteria stradale isolana. I manifestanti incassano la solidarietà di camionisti e automobilisti, mentre sul versante politico tutto tace. Intanto spuntano scomode verità dai documenti del bilancio: i revisori contabili puntano l’indice sui manager e criticano la gestione aziendale.

L’ASSEMBLEA Una breve assemblea ieri mattina in fabbrica ha decretato una decisione nell’aria da alcuni giorni. I lavoratori della Keller sono arrivati con un lungo corteo di auto al bivio di Sanluri. Bandiere sindacali in mano e striscioni con slogan al cielo, si sono disposti sulle quattro corsie della 131, sotto lo sguardo vigile di carabinieri e polizia stradale.

LA PROTESTA Dalle 10 alle 11.30 il traffico è stato rallentato, per brevi istanti bloccato del tutto. Un centinaio di lavoratori ha distribuito volantini, spiegando le ragioni della protesta. Gli automobilisti hanno accettato di buon grado il disagio, facendo sentire il loro sostegno a colpi di clacson. Terminata la manifestazione, gli operai sono rientrati nella fabbrica, che stanno occupando da oltre una settimana in assemblea permanente.

LINEA DURA I sindacati sono decisi ad intraprendere la linea dura: «I dipendenti chiedono solo una cosa, fateci lavorare . Questa fabbrica ha maestranze capaci, può produrre molto di più e dare occupazione al doppio del personale attuale», afferma Mauro Branca (Cisl).
LE COMMESSE Manca però la materia prima per attuare le commesse, che Trenitalia ha negato alla Keller: «Il bando di Trenitalia ha escluso deliberatamente le Isole da una commessa di 32 milioni», spiega Gigi Marchionni, segretario provinciale Fiom. La Keller potrebbe afferrare una fetta della torta «solo se fosse in grado di pagare il trasporto via mare».

L’APPELLO Sindacati e lavoratori chiedono aiuto ai politici: «Il tempo delle passerelle è finito, la gente finora ha avuto atteggiamenti ragionevoli, ma la pressione è troppo alta», chiude Marchionni.
Che la benzina sia agli sgoccioli lo sanno bene i dipendenti Keller: «La proprietà aziendale non ha più risorse – racconta Andrea Farris, delegato Uilm – le strade praticabili sono due: fallimento concordato, che non ci porterebbe molto lontano, o partecipazione di capitale straniero». La Skoda è uno dei potenziali acquirenti, ma è «improbabile che investa dove non ci sono commesse».
Intanto l’assessore all’Industria Alessandra Zedda ha convocato per giovedì alle 9 sindacati, Sfirs e Keller per preparare l’incontro con il Ministero previsto sempre giovedì alle 17.

Fonte: Simone Nonnis, Unione Sarda di Martedì 13 settembre 2011

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