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L’ex fonderia ai raggi x

Accordo Comune-Igea per un’indagine nell’area industriale. Studio sul rapporto tra inquinamento e malattie.
L’investimento di 700 mila euro permetterà di eseguire un’indagine ambientale nell’area intorno al sito industriale dell’ex fonderia su un raggio di circa due chilometri.

L'ex fonderia ai raggi x

L'ex fonderia ai raggi x

Dopo anni d’attesa, San Gavino sarà al centro di particolari studi geologici per accertare la pericolosità di un’area considerata da tempo altamente tossica. Il Comune e Igea, la società che si occupa d’interventi geoambientali, stanno per stringere un importante accordo per cercar di far luce sui numerosi casi di gravi malattie tumorali e neurologiche degenerative incentrate sul territorio. Sotto accusa il gigantesco polo chimico dell’ex fonderia e tutta l’area circostante.

COLLABORAZIONE Grazie alla collaborazione col Comune, l’Igea avrà l’incarico di effettuare investigazioni sul territorio interessato per capire se esistono elementi inquinanti in quell’area sospetta. «Il nostro compito», puntualizza il direttore minerario dell’Igea, Bruno Cocco, «è di effettuare il piano della caratterizzazione: un intervento propedeutico prima di qualsiasi messa in sicurezza, se necessaria». L’investimento di settecentomila euro permetterà di eseguire una meticolosa indagine ambientale nell’area intorno all’ex sito industriale dell’ex fonderia su un raggio di circa due chilometri».

L’INTERVENTO «L’intervento prevede l’estrazione di campionamenti di terreno che saranno analizzati in laboratori altamente specializzati per verificare il grado d’inquinamento ambientale da metalli pesanti che risiedono nella zona. Quando sapremo se il terreno e le falde sono inquinati, sarà possibile capire che tipo di bonifica si dovrà eseguire», spiega il sindaco Gianni Cruccu.

LO STUDIO Un recente studio americano ha dimostrato che vi è un’incidenza, non riconosciuta in precedenza, dell’inquinamento ambientale su alcune malattie degenerative riscontrate nella popolazione sarda incentrata nel Medio Campidano e, in particolare, a San Gavino. Le analisi effettuate hanno riscontrato la presenza di metalli pesanti nelle urine dei malati di Sla che a San Gavino colpisce più che altrove.

APPELLI Da anni amministratori, associazioni e singoli cittadini hanno lanciato accorati appelli affinché si avviassero indagini nell’area dell’ex fonderia. Coincidenze e dubbi hanno spinto a cercare spiegazioni e a far chiarezza su un problema che ha colpito tanti abitanti del paese, mietendo numerose vittime. Il dubbio è che ci sia un collegamento diretto tra l’inquinamento ambientale da metalli pesanti emessi dall’ex fonderia, rimasta attiva per più di sessant’anni, e l’alta incidenza di pazienti colpiti da gravi malattie tumorali, da sclerosi multipla e, in particolare da Sla, sclerosi amiotrofica laterale, il cui paese ha registrato un alto numero di casi anche all’interno dello stesso nucleo familiare. Tante analogie, troppi decessi ma finora nessuna risposta certa.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda di Sabato 22 ottobre 2011

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