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Il Consiglio Provinciale boccia i tagli

Stravolta la norma sulla trasparenza, nessuna cifra su internet. Il voto a notte fonda: no alla riduzione dei gettoni.
Maggioranza spaccata. Andrea Mura, consigliere Idv: «Rifiutare di pubblicizzare il nostro portafogli politico vuol dire ingannare gli elettori. È inaccettabile».

Il Consiglio Provinciale boccia i tagli

Il Consiglio Provinciale boccia i tagli

Riunione a notte fonda in Consiglio provinciale. In discussione il voto per ridurre il gettone di consiglieri e assessori e per una maggiore trasparenza sulla casta del Medio Campidano. Era l’una e mezzo quando a Villacidro, nei locali di via Parrocchia, si è chiuso con una bocciatura e la maggioranza spaccata. Quindi nessuna riduzione del 10 per cento dell’indennità di consiglieri, assessori, presidenti, e non saranno visibili sul sito istituzionale i costi dell’attività di ciascuno di loro, ad iniziare da chi è vissuto e vive di politica.

L’ORDINE DEL GIORNO Rispettivamente un ordine del giorno e una mozione, arrivati in aula per tre volte consecutive, e sistematicamente rinviati per mancanza di parere tecnico. La prima proposta, a firma del consigliere di minoranza Agostino Pilia, puntava a ridurre del 10 per cento il costo degli emolumenti di assessori, consiglieri e presidenti. Venivano anche ricompresi nella manovra i risparmi sulla nascita di un capoluogo unico e sulla riduzione del 50 per cento delle somme destinate a consulenze, incarichi, convegni, sagre, cene, pranzi, buffet. La seconda iniziativa, portata avanti da Andrea Mura, consigliere di maggioranza di Italia dei Valori, puntava ad una radiografia politica degli eletti. In particolare: i compensi percepiti per missioni, viaggi, incarichi, rimborsi spese benzina, iniziative varie. Invece, dopo un lungo travaglio, la sua stessa maggioranza ha approvato una diversa proposta: rinviare la problematica a un regolamento, a patto che non si parli di compensi per nomine elettive, di presenze e assenze in aula, di registri delle spese. Il finimondo.

IL DIBATTITO La maggioranza si è divisa: i seguaci di Di Pietro sono usciti dall’aula e la minoranza, ormai dimezzata, ha votato contro. «Sono schifato dal comportamento di questo Consiglio», ha detto Mura, abbandonando la seduta. «Rifiutare di pubblicizzare il nostro portafogli politico vuol dire ingannare gli elettori. Altro che palazzo di vetro, qui è buio pesto». Così per il collega Angelo Mascia: «Oggi inizia una battaglia sulla trasparenza. Saremo contro chi tende una mano all’arte del coprire». E sul mancato ritocco del gettone, è proprio guerra. «Privarci del 10 per cento su un’indennità che va da 600 ai mille euro», ha urlato Pila, «voleva dare un senso etico e civico ai cittadini. Prendo atto che qui dentro l’avidità la fa da padrona. Se fossi in maggioranza, mi vergognerei. Non riesco a capire il timore di pubblicare gli incarichi che, fra l’altro, sono pochi: c’è qualcuno all’interno dell’associazione Province sarde, qualche altro al comitato faunistico, e poi il consigliere Giorgio Danza, presidente del Consorzio industriale».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda di Sabato 29 ottobre 2011

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