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«Ospedale e casa di cura necessari per la Provincia»

Vertice a Sanluri tra sindacati, Asl e sindaci

Ospedale di San Gavino Monreale

Ospedale di San Gavino Monreale

Un reddito medio pro capite di 6.193, il più basso tra tutte le Province della Sardegna, il 18 per cento in più di anziani rispetto al resto dell’Isola, in 10 anni 4.174 abitanti in meno e poi bassa natalità e forte spopolamento. Sono questi i numeri che fotografano più delle parole la realtà del Medio Campidano e che spingono i sindacati a chiedere aiuto sui problemi dei servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio.

I SINDACATI Cisl, Cgil e Uil, per una volta tutti dalla stessa parte, ieri a Sanluri, nei locali de Montegranatico, hanno ancora un volta lamentato ritardi e negligenze. «Non possiamo più tollerare», ha detto Efisio Lasio della Cgil, «le chiacchiere. Di parole ne abbiamo spese tante. È l’ora dei fatti». Edoardo Bizzarro della Cisl ha aggiunto: «Le iniziative sono programmate. Il guaio è che restano imprigionate nelle buone intenzioni. Pensiamo all’ospedale di San Gavino, alla struttura “Maria Assunta” di Guspini, alla Casa della salute di Arbus, di Serramanna, di Tuili, di Lunamatrona, al centro di riabilitazione cardiologica di Villamar. Vivono sulla carta. Punto e basta».

IL PIANO Stessa sorte per i Plus (Piani locali dei servizi alle persone) e per tutte quei servizi che dovrebbero essere gestiti in forma associata. «Una serie di prestazioni», ha proseguito Bizzarro, «che faticano a sottrarsi alle logiche di campanile. Un esempio per tutti: si pretende una comunità alloggio per Ciascuno dei 28 paesi».

IL MANAGER Diagnosticati i mali, sono state individuate le cure. La prima è quella proposta dal direttore della Asl 6, Salvatore Piu: «Occorre sanare il buco nel bilancio della Azienda di 20 milioni di euro. Lo faremo senza ridurre i servizi. Iniziando a recuperare 35 milioni di euro spesi per il rimborso delle prestazioni sanitarie erogate da strutture ospedaliere di altre Province, poi riportando a San Gavino i 400 parti persi, infine con il nuovo servizio di risonanza magnetica che partirà a gennaio 2012».

I TAGLI Dito puntato sui tagli, con qualche eccezione. «Non sono contrario alle sforbiciate», ha sottolineato il sindaco di Villamar, Pier Sandro Scano. «È inutile negarlo, sprechi ce ne sono. Ad ogni livello. Dobbiamo convincerci che le risorse vanno alle priorità. Si potrebbe ridurre questo proliferare di osservatori. Ne abbiamo troppi. Non possiamo ignorare la messa in sicurezza di un fiume. Con quel che avanza, ammesso che ce ne sia, si può pensare ad altro».

Fonte: Santina Ravì, Unione Sarda del 18/11/2011

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