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La fonderia, museo dei 60 anni

Apertura breve (appena due giorni) in attesa di completare la rassegna. Esposti macchinari e documenti sulla fabbrica-simbolo.

La fonderia, museo dei 60 anni

La fonderia, museo dei 60 anni

Grande folla a San Gavino per l’inaugurazione-lampo del Museo delle “Due Fonderie”: un’apertura breve, appena due giorni in attesa di completare la raccolta dei reperti sulla storia industriale della zona. Comunque sufficienti a offrire ai visitatori uno sguardo d’insieme molto accurato.
Nel vecchio stabile ristrutturato, alla presenza del sindaco, Gianni Cruccu, dell’assessore alla cultura, Cinzia Uda, è stata allestita l’esposizione di una vasta gamma di materiale. Finora sono stati raccolti trecento reperti (un numero, tuttavia, destinato a crescere) che raccontano una fetta di storia dell’età industriale di Villacidro prima, e di San Gavino poi.

REPERTI L’obiettivo principale della mostra è, infatti, quello di dare una testimonianza di quanto hanno lasciato le due fabbriche: «Il museo – hanno spiegato i promotori – si offre come principale chiave di lettura di esperienze vissute dagli operai in sessant’anni di storia».
Due antropologhe esperte nel settore, Maura Murru e Claudia Fenu dall’inizio dell’anno si sono prodigate a raccogliere tutto quanto può richiamare la vita della fabbrica-simbolo: oggetti comuni, macchinari, documenti cartacei di vario tipo ed entità, fotografie, testimonianze orali ricavate da interviste. In poche pparole tutto ciò che può tornare utile a offrire la ricostrizione di un percorso storico sulla fonderia. Un notevole contributo è stato dato dall’associazione Sa Moba Sarda che ha conservato e protetto molti oggetti, dalla Portovesrme srl di San Gavino, ma anche semplici cittadini hanno dato un valido contributo. Ogni oggetto è stato catalogato, ripulito, e dotato di una propria scheda di acquisizione, completa del nome del donatore. Diverse sono anche le tipologie di donazione che possono essere permanenti o in comodato d’uso secondo il volere dell’offerente.

IL SUPPORTO «Siamo molto soddisfatte del grande supporto offerto dai donatori, tuttavia mancano ancora settori come il periodo delle lotte sindacali e della vita lavorativa», hanno spiegato le antropologhe.
L’apertura temporanea aveva, infatti, l’intento di mostrare al pubblico a che punto sono i lavori di raccolta e di invitarlo alla campagna di acquisizione e consentire così l’apertura definita del museo, prevista alla fine del 2012.

Fonte: Marcella Pistis, Unione Sarda

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