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Un flagello chiamato Sla

Sette consiglieri: cos’ha fatto la Regione in 2 anni?
Nel 2009 l’assessore alla Sanità istituì una commissione con compiti precisi.

Un flagello chiamato Sla

Un flagello chiamato Sla

Nell’ottobre del 2009, l’assessore regionale della Sanità aveva istituito la commissione Sla, che avrebbe dovuto occuparsi di definire i protocolli degli assistiti, gli indirizzi applicativi delle norme vigenti per il riconoscimento dello stato di invalidità, dei programmi di supporto alle famiglie, di realizzare un registro regionale della patologia, di fornire sistemi di comunicazione e presidi appropriati alla gravità dei disturbi degli assistiti, di fornire consulenza sulle tematiche etiche e bioetiche e di creare una rete di tutela dei pazienti e delle famiglie. Cosa abbia fatto la commissione nessuno lo sa. Per questo i consiglieri regionali Claudia Zuncheddu, Luciano Uras, Adriano Salis, Carlo Sechi, Giorgio Cugusi, Daniele Secondo Cocco e Giovanni Mariani hanno presentato una mozione per conoscere tutte le iniziative portate avanti in questi anni dall’Assessorato della Sanità sul problema della gravissima incidenza della patologia nelle popolazioni del Medio Campidano.

LA MALATTIA Sclerosi laterale amiotrofica, malattia neurodegenerativa, di origine multifattoriale, colpisce tre persone ogni 100 mila: la massima diffusione in Sardegna è stata registrata nel Medio Campidano, dove è stata stimata un’incidenza che va oltre il triplo della media italiana. «Autorevoli studi sulla causa della Sla, portati avanti da esperti ricercatori – affermano i firmatari della mozione – hanno messo in evidenza un aspetto fondamentale finora troppo trascurato e cioè che gli aspetti genetici non siano sufficienti a spiegare l’insorgere di questa patologia, che invece potrebbe essere causata da alcuni fattori ambientali; fra questi, l’esposizione agli agenti tossici o contagiosi, l’utilizzo di diserbanti utilizzati per concimare la terra. L’aspetto però più incisivo di tali ricerche è quello che interessa la correlazione dell’insorgere della Sla con la presenza di alcuni metalli come il cadmio, il mercurio, il piombo e l’alluminio».

I MALATI Quelli residenti nel Medio Campidano sono impegnati da tempo, supportati dalle proprie famiglie, in una dura lotta per avviare nel loro territorio indagini approfondite per capire se queste correlazioni esistano realmente, vista l’incidenza straordinaria della patologia in quest’area. «In un laboratorio dell’Illinois – sottolineano i consiglieri regionali – sono stati analizzati campioni di urine di residenti nel Medio Campidano colpiti da Sla, ed è stata accertata la presenza di diversi metalli pesanti come il bario, lo stagno, l’alluminio, il cadmio». Nella mozione si chiede che la Regione predisponga, in sinergia con specialisti del settore e il coinvolgimento delle persone colpite dalla patologia, uno studio specifico sul problema della Sla in Sardegna, in particolare sul Medio Campidano.

Fonte: Unione Sarda, Gian Paolo Pusceddu

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