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Strada comunale chiusa, quaranta famiglie isolate

La polemica arriva sui banchi del Consiglio

S'Ibba Manna

S'Ibba Manna

Da quattro anni, quaranta tra proprietari di terreni e di abitazioni che si trovano nella strada “S’Ibba Manna” chiedono la riapertura dell’accesso sulla strada provinciale per Sardara e come se ciò non bastasse nel giugno di quest’anno è stata chiusa anche la strada comunale “S’Ibixedda” che si trova nelle vicinanze. Una situazione che crea non pochi disagi anche perché molti dei terreni sono coltivati con ortaggi, cereali o alberi da frutta e i proprietari degli appezzamenti sono costretti ad un lungo percorso alternativo di alcuni chilometri prima di arrivare a destinazione.

IN CONSIGLIO Di qui la polemica passata nei banchi dell’assemblea comunale: 5 consiglieri di minoranza (Stefano Musanti, Nicola Garau, Angela Canargiu, Giorgio Olla e Nando Usai) che hanno rivolto un’interrogazione al sindaco Gianni Cruccu: «Per la strada comunale nello stesso mese di giugno – rimarcano gli esponenti dell’opposizione – c’è stata un’assemblea convocata dall’amministrazione comunale nella quale si è concordato di scrivere una nota al prefetto in cui si è dato mandato al sindaco di procedere entro 10 giorni alla riapertura della strada e alla realizzazione di una rotatoria. Ma a tutt’oggi la strada è ancora chiusa con notevole disagio e danno economico per i proprietari dei fondi agricoli e dei residenti obbligati a lunghi e disagiati percorsi per l’accesso ai propri fondi».

L’ITER A fare chiarezza sulla vicenda ci prova l’assessore ai Lavori pubblici e all’urbanistica Bruno Deidda che ricorda il lungo iter di incontri richiesti dal Comune col prefetto e con la Provincia: «Già il 16 giugno – evidenzia Deidda – in un incontro presso la prefettura di Cagliari, abbiamo chiesto la realizzazione di una rotatoria nell’incrocio tra la provinciale 62 e la viabilità di intersezione della medesima per la pericolosità di questo incrocio e per consentire ai proprietari delle strade vicinali “S’Ibba manna” e “S’Inìbixedda” l’ingresso senza essere obbligati a percorsi più lunghi, pericolosi e dispendiosi». Di qui un recente incontro con la Provincia che si impegnerà a svolgere i lavori dopo l’esproprio dell’area da parte del Comune. «Va ricordato – accusa Deidda – che il 29 agosto 2007 venne inoltrata una lettera con 40 firme all’ex sindaco Stefano Musanti e al presidente della Provincia con la richiesta di risolvere il problema».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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