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«Fonderia riaperta nel 2013»

L’annuncio dell’amministratore delegato Carlo Lolliri. Marchionni (Cgil): adesso è fondamentale trovare un accordo con l’Enel.

Fonderia riaperta nel 2013

Fonderia riaperta nel 2013

Dopo alcuni anni di cassa integrazione i dipendenti della fonderia potranno tornare a lavoro. Per l’esattezza lo stabilimento sangavinese, che fa capo alla Portovesme Srl di proprietà della multinazionale svizzera della Glencore, riaprirà nel marzo del 2013.

LA DATA Lo annuncia l’amministratore delegato dell’azienda Carlo Lolliri: «A San Gavino ci sarà una riconversione del ciclo piombo. I lavori iniziati il primo gennaio 2012 proseguono secondo le tabelle progettuali. Ad ultimazione il ciclo piombo sarà riconvertito attraverso una nuova tipologia di processo (denominata Cdf) che consentirà l’utilizzo di materiali diversificati. Gli impianti di Portovesme saranno completati e avviati entro il gennaio 2013 e conseguentemente entreranno in produzione anche quelli di San Gavino».

REAZIONI Insomma si tratta di una boccata d’ossigeno per circa 130 lavoratori della fonderia tra dipendenti diretti e ditte d’appalto in un territorio diventato ormai il cimitero della grande industria come ricorda Gigi Marchionni, segretario territoriale della Fiom Cgil: «La situazione è positiva perché l’azienda farà 20 milioni di investimenti per la linea piombo suddivisi tra Portoscuso e San Gavino. La questione importante per l’azienda è trovare un accordo con l’Enel, che in Sardegna produce più del fabbisogno necessario, per la riduzione dei costi dell’energia. Questo permetterà di avviare la produzione entro il marzo del 2013. In questi due ultimi anni è stato migliorato lo stabilimento sangavinese e l’occupazione è stata mantenuta: rientreranno in fabbrica sette unità lavorative che non possono andare in pensione con la riforma Monti. Puntiamo all’aumento dell’occupazione in un territorio che è alla fame e sappiamo che questo dipende dall’abbassamento dei costi dell’energia e vogliamo che la Regione lavori in questo senso per dare agevolazioni alle aziende».

PREPARATIVI Intanto a San Gavino lo stabilimento si prepara alla ripartenza e la cassa integrazione è stata ridotta da 10 giorni a 6 per gli operai e da 6 giorni a 3 per gli impiegati: «Abbiamo fatto capire all’amministratore delegato – conclude Gigi Marchionni – che San Gavino era produttiva con un’alta professionalità dei lavoratori e non doveva chiudere. Dalla fonderia parte un messaggio che dà speranza agli altri stabilimenti del Medio Campidano».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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