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Vigile urbano per un anno: in cento sognano l’assunzione

Il lavoro e in particolare il posto fisso è ormai diventato un miraggio anche nel Medio Campidano. Così sono stati cento i candidati che si sono presentati di recente per la prova scritta del concorso per un posto da vigile urbano. Non un’assunzione a vita, ma a tempo determinato. Un’occasione per sfuggire allo spettro della disoccupazione anche solo per pochi mesi ed è così che il concorso bandito dal Comune è stato preso d’assalto da giovani (e non) laureati e diplomati.

Vigile urbano per un anno

Vigile urbano per un anno

RISULTATI A superare la prova scritta sono stati solo 2 candidati (Anna Paola Nurchi e Ignazio Spano che poi è arrivato primo) mentre gli altri partecipanti non sono stati ammessi all’orale. Non sono mancate le polemiche di chi si è messo a studiare per mesi, come evidenzia Patrizia Atzori, giovane laureata in lingue tornata in Sardegna dopo aver lavorato per anni all’estero: «In questo concorso per vigile urbano – rimarca – non c’era neanche una domanda sul codice della strada, né sul codice penale. Sembrava un concorso per impiegati amministrativi visto che su trenta domande dieci erano sulla privacy e accesso ai documenti».

IL FUTURO Così al di là del miraggio del posto pubblico, è ormai diventata una necessità emigrare in tanti paesi del Medio Campidano dove il tasso di disoccupazione è altissimo e dove un giovane su due è senza lavoro. Succede a San Gavino, ma anche a Pabillonis, Gonnosfanadiga, Guspini, Arbus e Sardara, solo per citare alcuni centri. Il fenomeno è sempre lo stesso e partono moltissimi giovani che hanno un altissimo livello di studio, anche la laurea in molti casi. I dati diffusi da una recente indagine della Cgil non lasciano spazi ad alcun dubbio: negli ultimi dieci anni gli emigrati del Medio Campidano sono stati più di cinquemila, ma forse sono anche molti di più perché almeno all’inizio sono in tanti a non cambiare la residenza.

EMIGRATI Tanti giovani, ma anche padri di famiglia, attraversano il mare per andare a cercare un’occupazione in Italia o all’estero. Molti si stabiliscono fuori, tornando nell’Isola dal cielo azzurro e dal mare cristallino solo per le vacanze. La nostalgia si fa sentire, ma il desiderio di realizzare le aspirazioni aiuta a vincere tutto: i giovani hanno voglia di costruirsi un futuro e non sono più disposti ad aspettare la manna dal cielo.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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