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Apre la mensa dei poveri

La crisi economica mette in ginocchio centinaia di persone. Don Lisci: pasti caldi nella casa di accoglienza.

Cresce il numero dei poveri che non riescono ad arrivare alla fine del mese mettendo insieme il pranzo e la cena. Da qui l’iniziativa della Caritas delle tre parrocchie e della Pastorale diocesana della salute di aprire una mensa per i poveri.

Don Giorgio Lisci

Don Giorgio Lisci

L’INIZIATIVA Una risposta concreta in un momento di forte crisi come ricorda Don Giorgio Lisci, parroco di Santa Teresa e cappellano dell’ospedale: «Sarà aperta la mensa interamente gestita da volontari in grado di servire pasti caldi sul posto, ma chi vorrà potrà consumare il cibo anche a casa propria. Stiamo facendo questo per venire incontro a chi vive anche con soli 250 euro al mese. I locali sono della diocesi al piano terra della casa di accoglienza, in via Roma, e ci sarà anche la possibilità di allargare il servizio ai pazienti dei malati che si trovano in ospedale». Molti sangavinesi si sono già offerti di prestare la propria opera di volontariato e i tempi per l’apertura non saranno lunghi: «Manca solo l’allaccio dell’acqua e della corrente – aggiunge don Giorgio Lisci – mentre tutto il resto è stato fatto. L’associazione Lions clus di Villacidro, ora presieduta da Gavino Floris, ci ha regalato la cucina, la cappa, il tavolo da lavoro mentre noi stiamo comprando il resto. All’inizio riusciremo ad aprire almeno una volta alla settimana, ma se ci saranno altri volontari anche di più. Ogni giorno facciamo la spesa per decine di persone che non hanno i soldi per comprare il cibo ai propri figli».

LA SITUAZIONE Intanto la situazione di povertà è crescente e lo stesso Comune garantisce ogni giorno 10 pasti a persone bisognose, ma è solo la punta di un iceberg, come evidenzia l’assessore ai Servizi sociali Giancarlo Corda: «Per il bando regionale di sostegno alle povertà estreme ci sono state ben 169 domande di famiglie per la linea 1 riservata a chi ha un reddito Isee (permette di valutare la situazione economica della famiglia) di 4800 euro. Per un altro intervento simile le domande sono state 153 cui si aggiungono 83 inserimenti lavorativi. Poi ci sono pervenute 50 domande di persone che non sono riuscite a pagare i debiti con Equitalia. In un anno le domande di aiuto sono quasi triplicate. Ben vengano le iniziative come questa della mensa portata avanti dalle tre parrocchie». Insomma quasi 400 famiglie sangavinesi si trovano in una situazione di grave povertà e spesso i nuovi poveri sono anche quelli che lavorano e, con uno stipendio basso, non riescono comunque a chiudere il mese o affrontare improvvise emergenze economiche. La crisi colpisce tutti come ricorda Piero Follesa, presidente dell’associazione Delfino che aiuta le famiglie di figli disabili: «La crisi colpisce anche chi lavora. Noi stessi abbiamo un pulmino che passa a prendere i ragazzi. Spesso oltre alla disabilità c’è la povertà».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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