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domenica, Luglio 5 2020

Ora occorrono decisioni credibili o si rischia di non uscire indenni dall’estate

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La Sardegna entro l’estate ha bisogno di risorse reperibili dal taglio della spesa pubblica. E’ necessario garantire il salvamento a mare e la pulizia delle spiagge.
Tocco: Prima di prendere ogni decisione ho il dovere di ascoltare, in settimana, le forze politiche che mi hanno sostenuto in questa straordinaria esperienza al servizio del territorio.

Fulvio Tocco
Fulvio Tocco

Con i referendum del 6 maggio i cittadini hanno espresso una chiara volontà che noi abbiamo il preciso dovere di considerare. La richiesta è di un’amministrazione pubblica più sobria, meno costosa e capace di recuperare risorse che consentano un possibile riavvio dell’economia. Il cittadino e l’impresa misurano ogni scelta, valutano ogni euro da spendere, cercano di non lasciare nulla al caso. Ma sarebbe bene fare analizzare la situazione, prima di superare il punto di non ritorno sotto il profilo economico, sociale e democratico, per poi ripartire nuovamente. Chiedo al presidente Cappellacci se ha già in mente le soluzioni per le emergenze del territorio a cui rispondeva l’ente provincia come il salvamento a mare e la pulizia delle spiagge.

Le nuove province possono anche saltare ma i problemi per il comune di Arbus, il suo mare e le spiagge rimangono. O si aprono i cordoni del patto di stabilità o si rischia di non uscire indenni dall’estate. E’ chiaro che è stato fatto molto per far ricadere la responsabilità di questa crisi sulle province, ma le cose non stanno esattamente così. Non possiamo continuare a nasconderci il fatto che ci sono enti molto più costosi. Così come le province sono state indebolite dai tagli del governo centrale e della regione, e soprattutto, dalla prepotente norma del patto di stabilità, introdotta da Tremonti, che ha impedito l’uso delle risorse proprie degli enti assoggettati per le opere pubbliche e i servizi. Faccio un esempio: come sarà il salvamento a mare 2012 in mancanza delle necessarie risorse finanziarie? Nel Medio Campidano è stato garantito sino ad ora, sarà ancora così in futuro? Sarà possibile ripetere il progetto Vivere la Campagna? Sarà possibile parlare della forza delle biodiversità? Sarà possibile continuare la manutenzione delle scuole e delle strade?

Se nella nostra regione si voleva cambiare e riformare era necessario agire in maniera diversa. Questo è il motivo per cui, prima di presentare le mie dimissioni, ho deciso di confrontarmi con i partiti che hanno sostenuto la giunta provinciale. Non possiamo continuare ad essere governati male o a non essere governati. Perché in politica e nelle istituzioni tutto diventa difficile, anche le cose semplici. Faremmo meglio a ripartire dall’economia domestica. Quanto abbiamo fatto sul fronte del rigore era necessario, con una attività improntata su un idea di provincia delle regole e sull’uso virtuoso del territorio come motore di sviluppo. Ma negli ultimi tre anni non c’è stato nessun confronto interistituzionale su questi temi. Ma il vuoto ulteriore che si è venuto a creare può realmente far collassare il sistema regione.

Il voto dei cittadini finalizzato al risparmio va esaminato anche sotto questo profilo. Quando manca il lavoro è giustificato anche il voto di protesta. Oggi come oggi chiunque, tranne pochi eletti, vive momenti molto difficili e c’è quindi necessità di qualche speranza per il futuro, da individuare in poche scelte concrete. Questo dovrebbe essere chiamata a fare la Politica, in maniera chiara e veloce. La Sardegna entro l’estate ha bisogno di risorse reperibili dal taglio della spesa pubblica, dal taglio vero ai costi della politica, dal recupero dell’evasione. Risorse da canalizzare in poche fondamentali direzioni: coltivazione totale della campagna e riavvio degli appalti pubblici.

Ciò che mi dispiace è abbandonare il territorio in un momento in cui sta per essere finanziato il Piano per il prelievo dei cervi dell’areale arburese verso la Toscana e la Corsica, sta per essere stampato il catalogo dei siti Unesco che vede il Medio Campidano con i suoi beni culturali a fianco della maestosa Reggia di Caserta e di altre bellezze italiane.

Inoltre, mi dispiace non aver visto in tutti questi anni la Regione sarda affianco della provincia e del suo lavoro, in particolare del progetto Vivere la Campagna che ha dimostrato di avere una forza strategica enorme, con dei ritorni straordinari sugli investimenti. Continuo a pensare che si deve ripartire da tutto questo per poter dare risposte sul tema lavoro, del rilancio del sistema produttivo, ai giovani. Che si riparta dalle piccole cose, ma che si facciano. Se l’intento è serio queste cose si possono fare anche su un’altra dimensione provinciale.

Fulvio Tocco

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