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Pazienti ricoverati in corsia

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Situazione esplosiva in Medicina: letti sistemati nei corridoi. I sindacati: i malati hanno una sanità di serie B.

Pazienti ricoverati in corsia
Pazienti ricoverati in corsia

Corridoi affollati di letti dei pazienti. Uomini e donne messi quasi in fila separati in qualche caso solo da pochissimi metri. È questo quanto succede questi giorni nel reparto di Medicina, al terzo piano dell’ospedale di San Gavino. È una vera e propria emergenza e, oltre all’affollamento delle stanze (40 i posti letto in totale), lunedì pomeriggio c’erano nei corridoi del reparto tredici letti con i parenti dei pazienti costretti in spazi davvero angusti.

LA SITUAZIONE Così questo reparto dell’ospedale non solo non ha un posto libero nelle stanze, ma scoppia con una situazione che si ripete spesso nel fine settimana e nei mesi estivi. Insomma per molti pazienti solo un letto nell’andito con poco rispetto della privacy e il bagno più vicino nel corridoio. Per medici e infermieri è una corsa continua da un paziente all’altro. La notte poi la situazione peggiora perché per i 40 pazienti delle diverse stanze e per i 12 restanti in corsia c’è solo un medico di guardia con al massimo due-tre infermieri e due-tre operatori socio-sanitari in servizio.

IL MANAGER La situazione è critica, come conferma il direttore generale della Asl 6 Salvatore Piu: «Nel nostro presidio ospedaliero mancano i posti letto per la lungodegenza perché la Medicina dovrebbe avere solo i ricoveri per i casi acuti. Bisogna ricoverare i pazienti della lungodegenza in strutture alternative e non in quel reparto, com’è stato stabilito anche dalla conferenza sanitaria dell’ottobre 2011 in un piano strategico triennale che è stato votato anche dai sindaci. La struttura di Guspini, ad esempio, ha 20 posti letto per questi casi. È importante avere un nuovo ospedale destinato alle esigenze del territorio. In più abbiamo un alto indice di inappropriatezza dei ricoveri mentre il territorio dovrebbe fare più da filtro. Il paziente che sta nell’andito del reparto ha diritto ad avere una stanza e il bagno».

I SINDACATI Denunciano che i cittadini del Medio Campidano hanno una sanità di serie B: «Abbiamo bisogno di un nuovo ospedale – evidenzia Edoardo Bizzarro, segretario provinciale della Cisl – sulla vecchia struttura non si può intervenire. Dobbiamo garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini che invece sono costretti a spostarsi: è una situazione inammissibile e la carenza del personale non garantisce una prestazione efficace». Sulla stessa linea Caterina Cocco, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica: «Non si può lavorare in questo modo e la situazione è drammatica sia per i pazienti che per il personale dell’ospedale. Fino a venerdì ci saranno i lavoratori della casa di cura di Guspini che danno una mano da settembre. Il personale è andato in pensione senza essere sostituito».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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