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«Così non sopravviviamo»

Mille persone che in tempi difficili non arrivano a fine mese. Pensionati e sindacati sfilano per le vie del paese.

Così non sopravviviamo

Così non sopravviviamo

Mille persone unite nell’intento di vedere rispettata la propria dignità di cittadini. Ieri mattina a San Gavino i pensionati del Medio Campidano, iscritti a Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, sono scesi in piazza. Hanno sfilato contro l’iniquità della politica economica e finanziaria del governo sulle pensioni, sulla fiscalità, sulla mancata separazione della previdenza dall’assistenza, sulla non autosufficienza, sulla famiglia, sui costi della politica, sul mancato sostegno allo sviluppo e al lavoro e ai bisogni prioritari del paese.

I PARERI Ogni pensionato di oggi ha ancora a carico almeno un figlio. Un figlio disoccupato che spesso non ha neppure la speranza di trovare un lavoro. «Siamo in tre in famiglia con una figlia disoccupata. E dobbiamo sopravvivere con ottocento euro al mese», ha dichiarato Salvatore Sollai, pensionato delle ex tessili sarde di Villacidro. «Ora prendo cinquanta euro in meno al mese in confronto al 2011», aggiunge Sollai. Anche due delle quattro figlie di Tina Olla, tutte laureate, fanno parte di quel trenta per cento dei giovani in età lavorativa disoccupati. «Ormai le nostre pensioni sono insufficienti. Non ci consentono più di dare aiuto ai nostri figli». Tra i manifestanti anche Antonio Matta, da 36 anni emigrato in Svizzera: «Mi sento fortunato in confronto ai tanti pensionati che oggi sfilano. Sono vedovo e i miei figli sono rimasti in Svizzera, dove hanno un lavoro».

LA SANITÀ Oltre alla difesa del potere di tutte le pensioni, un’altra richiesta dei manifestanti è il potenziamento e il mantenimento dei servizi e delle strutture sanitarie del territorio. «Più andiamo avanti con l’età più abbiamo bisogno di efficienti servizi socio sanitari. Ecco perché chiediamo la costruzione del nuovo ospedale di San Gavino, la salvaguardia del Centro di riabilitazione Santa Maria Assunta di Guspini, l’apertura del Centro cardiologico di Villamar, la realizzazione delle case e dei centri della salute e delle case famiglia previste nel piano strategico dell’Asl 6», sottolinea Giorgio Tuveri. Ma anche l’abbattimento delle liste d’attesa e l’eliminazione dei ticket sulle viste specialistiche. E la definizione e il rispetto dei livelli essenziali di assistenza sociale e sanitaria, a partire dal ripristino e adeguamento delle risorse destinate alla non autosufficienza.

In corteo, i manifestanti sono partiti dal parcheggio fronte ospedale e, dopo aver percorso la via Dante, viale Rinascita e via Roma, hanno raggiunto la piazza Marconi. Sono intervenuti il sindaco di San Gavino Gianni Cruccu, il segretario provinciale della Uilp Uil Luigi Floris, il segretario generale della Cisl del Medio Campidano Edoardo Bizzarro e il segretario nazionale Spi Cgil Riccardo Terzi.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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