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Scontro tra poli sui vincoli del Pai

L’assemblea non è riuscita a modificare il Piano di assetto idrogeologico del paese. Cinque consiglieri d’opposizione e due di maggioranza lasciano l’aula.

Piano di assetto idrogeologico

Piano di assetto idrogeologico

Esplode durissimo in Consiglio lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla modifica del vincolo del Piano di assetto idrogeologico che da anni blocca in molte zone di San Gavino la ristrutturazione o la costruzione di nuove case. Per l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Deidda la Giunta ha tentato una mediazione per risolvere il problema ma «c’è il piano delle fasce fluviali che complica la situazione». Attacca a testa bassa Giorgio Olla, secondo il quale «l’amministrazione non ci ha messo a disposizione la documentazione sul Pai e il vicesindaco Deidda si è rifiutato di mettere agli atti del Consiglio la sua relazione e di sottoscriverla». Altrettanto duro il consigliere di maggioranza Franco Serrenti: «È stato un Consiglio comunale inutile e dispendioso, la gente si aspettava fatti e voleva sapere quando si potrà costruire. L’assessore Paolo Onnis ha detto che la presenza dei consiglieri era ininfluente».

Poi, dopo queste dichiarazioni, il colpo di scena: i cinque consiglieri di minoranza abbandonano l’aula assieme a due esponenti della maggioranza, Franco Serrenti e Chiaro Brau. Una decisione criticata dall’assessore Onnis: «Ho solo detto che, vista la natura della riunione rivolta ai cittadini, la presenza dei consiglieri, compresa la nostra, era ininfluente. Se non ci saranno lungaggini burocratiche, nel giro di pochi mesi, al massimo all’inizio del prossimo anno, il Pai sarà sbloccato. L’obiettivo del Consiglio era informare i residenti».

Ma per l’ex sindaco Stefano Musanti (di lui Onnis ha detto che quando guidava la Giunta «ha fatto più l’ingegnere» che il primo cittadino), ci sono precise responsabilità: «L’attuale amministrazione non ha dato seguito alle indicazioni del tecnico incaricato e degli organi regionali, compromettendo l’eliminazione dei vincoli. In questo modo il territorio sangavinese e la sua economia da anni subiscono un vincolo non voluto dalla popolazione. Chi li risarcisce del danno subito per l’applicazione di un vincolo che non c’è?»

Tra i cittadini ha abbandonato l’aula anche Patrizio Siddi: «Mi ero iscritto a parlare ma non ho potuto esprimere la mia opinione. Dal 2003 a oggi si è succeduta una serie di scarica barile con conseguenti esborsi esosi per le casse del nostro Comune senza alcun risultato».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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