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«No ai compensi»

Tre consiglieri rinunciano alla indennità. I soldi saranno destinati ai servizi sociali.

Municipio di San Gavino

Municipio di San Gavino

Dare un segnale forte in tempi di crisi. È con questo principio che alcuni consiglieri di minoranza hanno deciso di rinunciare alla propria indennità (16 euro per ogni seduta assembleare) che sarà messa a disposizione per altre finalità. «È un periodo – rimarca Angela Canargiu – in cui stiamo chiedendo sacrifici a tutti e dobbiamo far vedere alla gente che possiamo farli anche noi, anzi dobbiamo dare l’esempio. La politica deve essere vista come un servizio e chi ha uno stipendio o una pensione dovrebbe rinunciare all’indennità perché non si vive di politica. Questi soldi potrebbero essere utilizzati per la copertura di servizi come la mensa per i bambini delle scuole dell’obbligo o situazioni gravi: c’è gente che vive in casa senza la corrente elettrica perché non riesce più a pagare la bolletta».

Sulla stessa linea Giorgio Olla: «Il consigliere comunale è una carica simbolica fatta per dare una mano e non per prendere qualcosa. I soldi potrebbero essere utilizzati per finalità sociale o per un servizio di utilità comune per i cittadini. L’assessore Giovanni Mostallino aveva parlato di tagli alle indennità di funzionari e assessori, ma temo che sia la solita politica degli annunci perché in concreto non si fa niente». È un segnale importante anche per Stefano Musanti: «Siamo in tempi crisi, la cifra è irrisoria, ma vuole essere un modo per stare più dalla parte della cittadini».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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