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«Bloccati nel treno in panne»

Porte bloccate, una donna ha avuto un malore dovuto al caldo. Decine di pendolari stipati su due vagoni nel convoglio diretto a Cagliari.

Bloccati nel treno in panne

Bloccati nel treno in panne

Viaggio da incubo in treno per i pendolari pressati come sardine. È successo ieri alle persone dirette a Cagliari che sono salite a San Gavino sul convoglio delle 8.29 che in genere arriva nel capoluogo alle 9.04. Il treno è arrivato alla stazione ferroviaria di San Gavino già pieno e con sole due carrozze e i pendolari del Medio Campidano devono quasi spingere per salire sul convoglio e trovare posto nei corridoi senza aria condizionata. «Eravamo stipati peggio delle bestie – racconta Francesco Loddo, di Pabillonis, che da anni viaggia per lavoro –subito dopo la stazione di Decimomannu il treno è rimasto fermo in campagna per quasi un’ora. Una situazione assurda».

Il viaggio si è trasformato in un thriller, come racconta Barbara Marongiu, impiegata di San Gavino: «Eravamo in piedi come animali, quando il treno si è fermato in campagna è esploso il panico e la gente urlava. Non potevamo scendere, le porte erano chiuse e la gente si sentiva male, mancava l’aria. Un’invalida ha avuto un malessere. Il personale delle Ferrovie ha cercato di far ripartire il treno per circa 45 minuti. E come se ciò non bastasse si sentiva un odore di bruciato simile alla gomma. Poteva scoppiare un incendio e a quel punto mi chiedo che cosa sarebbe successo, anche perché noi viaggiatori abbiamo chiesto di scendere visto che la stazione di Decimomannu distava alcune centinaia di metri».

Il treno è arrivato a Cagliari alle 10 e per molti pendolari i disagi sono stati enormi perché c’era chi aveva una visita medica o chi dovrà recuperare l’orario di lavoro o ancora c’erano studenti universitari che dovevano sostenere esami. «Utilizzo il treno da anni – aggiunge Barbara Marongiu – e questo è stato uno dei viaggi peggiori: non mi era mai capitata una cosa del genere. In caso di incendio non avremmo avuto scampo. In più il treno era fermo sotto un ponte».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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