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«Fattorie Girau devono pagare 16 liquidazioni»

Fattorie Girau

Fattorie Girau

Una causa contro le Fattorie Girau, i vecchi proprietari del caseificio di San Gavino ora gestito dalla società Tre A di Arborea. È questa l’azione legale intrapresa dal sindacato Cgil per chiedere il pagamento della liquidazione, ma non solo, come spiega Gabriele Virdis, segretario provinciale della Flai Cgil: «Sedici lavoratori – rimarca – devono percepire il trattamento di fine rapporto e le varie competenze inserite nel concordato preventivo che ha chiesto l’azienda, che è l’anticamera del fallimento. Alcuni dei lavoratori erano occupati da più di 20 anni nel caseificio, che rimane una grande realtà produttiva nel Medio Campidano».

Dal 2009 ad oggi l’azienda ha messo in mobilità 25 lavoratori, ma di questi 6 sono stati riassorbiti all’interno dell’azienda, 6 hanno trovato un altro lavoro, c’è stato un pensionamento e altri 12 sono ancora in mobilità. «La nostra richiesta – aggiunge Gabriele Virdis – è che tutti i lavoratori vengano riassorbiti all’interno del caseificio. Oggi al suo interno sono occupate 42 persone tra fissi (15) e stagionali (27). Prima della fine del mese dovremmo incontrarci con la nuova azienda per vedere il piano industriale e capire quali saranno le garanzie occupazionali se nel giro di pochi mesi l’azienda verrà rilevata dalla Tre A di Arborea. Questa nuova azienda vuole investire sui lavoratori, ora tutti assunti all’interno di nuova Fattorie Girau applicando il contratto nazionale del settore alimentare.»

Tra i dipendenti in mobilità c’è Manolo Cuccu di Musei cui non è stato rinnovato il contratto: «È successo a me e ad altre tre persone (mio fratello Salvatore, Luisito Mascia e la biologa Rossella Pitzalis). L’azienda ci deve ancora pagare tutta la liquidazione e dopo 20 anni di servizio mi era stato proposto di licenziarmi e di aderire ad una cooperativa formata dal figlio di uno dei titolari e alcuni dipendenti di fiducia»

E da parte della vecchia società di gestione? Nessun commento. Uno dei proprietari contattato telefonicamente non risponde mentre un altro preferisce non rilasciare dichiarazioni, ma minaccia azioni legali.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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