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«La Giunta è contro le bici»

L’assessore Deidda: le corsie riservate alle due ruote sono diseducative. Polemica in Comune per la cancellazione delle piste ciclabili.

Piste ciclabili

Piste ciclabili

Tutti in bici, ma non sulle piste ciclabili che di fatto sono state cancellate dall’attuale amministrazione. Il dibattito divide i politici di San Gavino, anche perché il paese è in pianura e le due ruote sono uno dei principali mezzi di locomozione. C’è chi come lo statunitense trapiantato in Sardegna Kevin Legge dell’associazione Città ciclabile rimarca l’importanza dell’utilizzo delle due ruote. «Più biciclette ci sono e meno c’è bisogno di piste ciclabili perché tutti gli automobilisti devono stare più attenti: il codice della strada considera la bici come veicolo. Se qualcuno cancella le piste ciclabili vuol dire che c’era una spesa, ma la sicurezza non è uno spreco di soldi. Inoltre si potrebbero valorizzare i percorsi delle ferrovie dismesse come quello che da San Gavino porta a Montevecchio. La mobilità in bicicletta va incoraggiata, chi usa la bici per 10 anni, ne aggiunge tre alla sua vita».

Per l’ex vicesindaco Nicola Garau è stato un errore cancellare le piste ciclabili. «Vengono istituite in tutta Europa per il rispetto dell’ambiente e per una mobilità sostenibile. La proposta era stata avanzata dal Consiglio comunale dei ragazzi e da noi accolta con le piste in via Roma e viale Rinascita». Critico anche il consigliere di maggioranza Franco Serrenti . «Bisogna tornare alle piste ciclabili urbane utili per chi è allergico al costo del carburante. Le piste non sono di svago ma di necessità, se distribuite in modo razionale, giovano soprattutto al commercio».

L’assessore all’urbanistica Bruno Deidda difende le scelte dell’amministrazione. «Abbiamo cancellato le piste in via Roma perché diseducative soprattutto per i bambini e i ragazzi: autorizzavano tutti ad andare contromano in questa via e quindi in tutte le strade con grossi rischi. Via Roma non ha lo spazio per due corsie. Come amministrazione siamo favorevoli alle piste ciclabili e pedonali anche fuori dal paese, ma nelle strade urbane vanno regolamentate secondo il codice della strada».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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