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Stazione senza edicola e bar

Proteste dei pendolari: vietato bere anche un bicchiere d’acqua. Cinque anni dopo l’inaugurazione restano ancora irrisolti molti problemi.

La zona della nuova stazione di San Gavino

La zona della nuova stazione di San Gavino

Arriva Caronte ed ecco che la nuova ondata di caldo afoso e umido si abbatte anche nella pianura del Medio Campidano e nella nuova stazione di San Gavino, modernissima ma che, a quasi 5 anni dall’apertura, rimane una cattedrale nel deserto. Che fare poi nell’attesa del treno, soprattutto se è in ritardo o viene cancellato? Non è possibile neppure comprare una bottiglia d’acqua perché il bar è chiuso. Al malcapitato viaggiatore non resta che attendere l’arrivo del treno.

Solo spostandosi di alcune centinaia di metri, ma sotto un sole cocente, si può trovare un bar situato nel parcheggio antistante l’ospedale. Tuttavia la distanza da percorrere e il caldo afoso scoraggiano i più: la stessa strada di accesso per un una parte del tracciato è priva di marciapiede. «Più di una volta – conferma Annalisa Garau, pendolare che viaggia quasi tutti giorni a Cagliari per lavoro – mi è capitato di aspettare a causa di ritardi dei treni alla stazione e non c’è neanche una macchinetta automatica per il caffè. Se poi la biglietteria è chiusa, ci dovrebbe essere il distributore automatico per i biglietti che spesso è fuoriuso».

Non c’è traccia neppure di un’edicola che invece faceva la sua bella presenza nella vecchia stazione. Così i viaggiatori non possono neppure acquistare un quotidiano o una rivista da leggere nella sala d’aspetto o in treno. Disagi anche per i tanti che arrivano in macchina alla stazione: i posti auto sono solo 100 mentre sia la precedente che l’attuale amministrazione comunale ne ha chiesto già da tempo almeno altri 200. Così in tanti parcheggiano in aree non destinate alla sosta, rischiando anche la multa. In più ad oggi mancano ancora tutte le coincidenze tra i treni e gli autobus dei paesi vicini. Capita di arrivare alla stazione ferroviaria e di dover aspettare anche a lungo l’arrivo di un convoglio. Insomma una stazione dall’architettura futuristica, ma con pochi servizi.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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