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«Tuteliamo 120 dipendenti»

La Cgil: vogliamo certezze sulla riassunzione nella Fonderia. A settembre nell’impianto dovrebbero iniziare i lavori di manutenzione.

Fonderia di San Gavino Monreale

Fonderia di San Gavino Monreale

Non solo parole, ma il rispetto degli impegni presi con il rientro a lavoro dei dipendenti diretti della fonderia e di quelli delle ditte d’appalto. È quanto chiedono i sindacati alla Portovesme srl, società cui fa capo lo storico stabilimento sangavinese aperto nel 1932. «Come organizzazione sindacale – spiega Gigi Marchionni, segretario provinciale della Fiom Cgil – vogliamo entrare nel merito del rientro del personale nella fonderia perché fino ad oggi si va sul sentito dire. Vogliamo capire quante persone delle ditte d’appalto lavoreranno alle manutenzioni dell’impianto previste a partire dal mese di settembre. Vogliamo saperlo con certezza».

Insomma in ballo tra dipendenti diretti e ditte collegate al funzionamento dell’azienda ci sono circa 120 posti di lavoro che il sindacato vuole difendere con tutte le forze in un territorio trasformato in un cimitero di fabbriche: «Vogliamo – aggiunge Gigi Marchionni – che si concretizzino al più presto gli incontri con l’azienda per discutere del rientro del personale. Voglio rimarcare che i posti di lavoro complessivi devono essere garantiti e riconfermati, se non aumentati visto che molti lavoratori hanno lasciato il posto in fonderia in questi anni. Per questo motivo se l’azienda non taglia, deve garantire il riassorbimento dei lavoratori ed in particolare, oltre ai dipendenti diretti, vanno tutelati i lavoratori delle ditte d’appalto. In questo periodo di forte crisi il nostro territorio non deve perdere neanche un posto di lavoro. Sappiamo che ci sono delle voci sulla ripresa della manutenzione da settembre: i tempi stringono ed è per questo che vogliamo essere coinvolti quotidianamente e vogliamo che l’azienda ci convochi in maniera ufficiale per discutere di questo».

«In questi tre anni di cassa integrazione – conclude Marchionni – abbiamo sempre dato disponibilità all’azienda senza esasperare la protesta, ma ora vogliamo il rispetto dei numeri per il rientro dei lavoratori».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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