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Il Consiglio boccia i tagli

L’Assemblea: no alla proposta di ridurre i costi della politica Indennità salve per sindaco, assessori e consiglieri.

Comune di San Gavino Monreale

Comune di San Gavino Monreale

No al taglio delle indennità del sindaco e degli assessori comunali. È stata bocciata dalla maggioranza sia la proposta di emendamento dei 4 consiglieri di minoranza per il taglio delle indennità della giunta comunale del 50 per cento e del 100 per cento dei gettoni di presenza dei consiglieri, sia la proposta di due esponenti di maggioranza che chiedevano il taglio delle indennità della Giunta del 30 per cento e il taglio totale dei gettoni di presenza dei consiglieri.

LA POLEMICA È stato duro il confronto tra i banchi del consiglio comunale convocato per l’approvazione del bilancio. «Inoltre già prima – rimarca il consigliere di minoranza Nando Usai – c’era già stata la bocciatura degli emendamenti con una delibera della giunta. Il punto non era stato inserito all’ordine del giorno. Poi sono arrivate le scuse dell’assessore Stefano Garofano». Per il consigliere di minoranza Giorgio Olla si è trattato di un’occasione persa: «Poteva essere un segnale per riavvicinare la politica ai cittadini in momento in cui si deve aumentare l’Irpef e l’Imu. Noi abbiamo fatto una proposta concreta». La pensa diversamente il vice sindaco Bruno Deidda: «I cittadini si sono allontanati dalla politica perché molti soldi pubblici sono finiti nelle tasche di alcuni politici e dei partiti. Accettiamo la discussione, ma riconosciamo la buona dose di strumentalizzazione che c’è dietro la vostra proposta. La mia indennità non la metto a disposizione e nessuno deve metterci le mani».

Dopo una breve sospensione alla fine in consiglio si parla degli emendamenti sulle indennità e interviene il consigliere Franco Serrenti che aveva proposto di destinare i soldi risparmiati sulle indennità alla pulitura del rio Pardu: «È una questione di principio di carattere politico di sola prerogativa del consiglio comunale e non dei tecnici del Comune».

SINDACO Non vuole sentire parlare di taglio delle indennità il sindaco Gianni Cruccu: «L’emendamento che prevede il taglio del 50 per cento delle indennità è stato copiato da Internet. Questo è dilettantismo. È facile incorrere negli sprechi con i soldi degli altri. I soldi che il Comune mi dà tutti i mese sono miei perché io lavoro. L’indennità si percepisce ed è giusto che venga incassata anche a livello più alto se il lavoro viene fatto bene. Nessuno dice che è sbagliato fare i sacrifici, ma li faccia chi li può fare. Dobbiamo analizzare una per una le singole situazioni degli assessori: uno ha il marito disoccupato, c’è chi è in pensione e chi lavora per i fatti suoi. Nessuno dice che non è giusto ma io non lo posso fare. È giusto che i soldi li prenda chi ha lavorato con oculatezza e serietà».

Reazioni di sdegno alla scelta del Consiglio di non ridurre le indennità
Tutti d’accordo: gli stipendi del sindaco e degli assessori comunali dovevano subire una riduzione almeno per dare un segnale alla gente. È questo quello che pensa la maggior parte dei sangavinesi dopo la bocciatura del Consiglio comunale delle proposte di taglio degli stipendi dei componenti della giunta e delle indennità dei consiglieri. «La crisi si fa sentire – spiega Liliana Cinus, insegnante – trovo giusto che in questo periodo anche gli amministratori rinuncino a qualcosa anche come segno di solidarietà nei confronti di chi non sta bene». Sulla stessa linea Bonaria Michittu, operatrice socio-sanitaria: «È giusto che gli amministratori locali si abbassino gli stipendi perché dappertutto stanno facendo pagare l’Imu ed altre tasse. Questo mese mi sono ritrovata con uno stipendio di neanche 900 euro. Basta con gli sprechi».

È a favore dei sacrifici anche don Giorgio Lisci, cappellano dell’ospedale e parroco a Santa Teresa: «Oggi c’è bisogno di segnali perché non si trova più il lavoro e la gente è disperata. Anche rinunciare temporaneamente alle indennità sarebbe una cosa gradita. Chi amministra lo dovrebbe fare per gli altri anche se oggi purtroppo la politica è diventato un mestiere».

I tagli colpiscono soprattutto le famiglie ed ecco che è importante dare un segnale, come ricorda Piero Follesa , presidente dell’associazione “Delfino”: «Tempo fa un sindaco a San Gavino aveva lasciato la sua indennità per finalità sociali, Vedrei i politici comunali come volontari: sono per la riduzione degli stipendi. E se devolvessero tutto, andrebbe ancora meglio soprattutto quando gli amministratori hanno già uno stipendio o una pensione. Non è giusto tartassare chi non ha soldi neanche per il cibo».

Sulla stessa linea Patrizio Siddi, dipendente pubblico: «Un taglio degli stipendi sarebbe stato opportuno soprattutto in questo periodo di crisi. Sarebbe stata una scelta intelligente vista la situazione di disagio che si abbatte in particolare su San Gavino». Per Renato Copparoni, allenatore dell’Italpiombo-Santa Teresa si è persa un’occasione: «È un segnale negativo mentre poteva essere una possibilità per gli amministratori di dare l’esempio ai cittadini soprattutto ora che ci sono tagli in tanti settori: anche i contributi sportivi hanno subito una forte riduzione».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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