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«Troppi dirigenti per pochi dipendenti»

Botta e risposta in Comune sul corretto impiego dei responsabili dei sette settori.

Municipio

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Sette reparti con relativi responsabili per meno di 50 dipendenti assunti a tempo indeterminato e aree in cui, oltre al dirigente, c’è solo un impiegato o al massimo due. Sembra paradossale, ma succede al Comune di San Gavino come risulta dal sito internet ufficiale dell’ente nella pagina riservata al personale. Per l’esattezza i dipendenti elencati sono 42 (anche se qualcuno è andato in pensione) suddivisi in sette settori con altrettanti responsabili. Nei Servizi generali, Personale e Pubblica istruzione gli impiegati sono 11 e vengono guidati da Davide Uras, nel secondo settore (Servizi sociali, sport, cultura): sei dipendenti sono coordinati da Bruno Mancosu mentre nel settore dei Servizi demografici e commercio (responsabile Roberto Onnis ) figurano solo due dipendenti che si riducono a uno perché un impiegato ha raggiunto la pensione. Una situazione simile si registra nel settore dei Lavori pubblici, territorio ed espropri (responsabile Alessandra Piras ) dove ci sono solo due dipendenti. Più articolati sono invece i settori della Vigilanza (sei impiegati seguiti dal responsabile Massimiliano Orrù ) e dell’Edilizia privata, manutenzioni e servizi tecnologici (9 dipendenti coordinati dal responsabile Pier Luigi Mereu ).

Viste le ristrettezze economiche, è possibile risparmiare impiegando diversamente i dirigenti con poco personale? Forse sette responsabili sono davvero troppi per la situazione attuale soprattutto in un periodo di forte crisi e di forti tagli della Regione e dello Stato, come rimarca il consigliere di minoranza Angela Canargiu . «Di sicuro si potrebbe risparmiare. Bisognerebbe fare una ristrutturazione della pianta organica e una riorganizzazione dei diversi settori. Ci vuole una ridistribuzione di incarichi ai funzionari per un ottimo utilizzo delle risorse. Servirebbero non più di quattro settori, ma ne basterebbero anche tre. Questa amministrazione dà incarichi tampone che non risolvono la situazione. Il personale deve essere utilizzato per erogare servizi sempre più efficienti ai cittadini. I giorni d’apertura al pubblico si sono ridotti da 5 a 3».

Ma per l’assessore Paolo Onnis i ragionamenti della minoranza sono pretestuosi. «Ho iniziato la mia carriera amministrativa nel 1985, allora c’erano 4 responsabili e forse i dipendenti erano più del doppio. L’obiettivo non deve essere combattere la maggioranza, ma affrontare in maniera seria e appropriata il problema. Per fare questi ragionamenti bisogna sedersi e iniziare e a fare politiche sulle entrate e non sulle spese. È folle pensare che il bilancio sia fatto solo sulle uscite. È facile e sbagliato parlare in modo demagogico e farsi trasportare dall’emozione. Stiamo cercando soluzioni che possano migliorare la situazione generale. Alla fine rischiamo di vare troppi generali e poche truppe».

Tra i cittadini c’è chi ricorda anche gli sprechi del passato. «Prima c’era anche lo staff tecnico a supporto del sindaco», afferma Gianni Palombo , pensionato. «Questi problemi nella gestione del personale ci sono da tempo. Bisogna premiare con incentivi chi lavora e non certo i fannulloni».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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