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Treno veloce? In ritardo

Proteste dei pendolari: il bar e l’edicola restano ancora chiusi. Il raddoppio del binario ha amplificato i disagi.

Stazione di San Gavino

Stazione di San Gavino

Il raddoppio della linea ferroviaria Decimomannu-San Gavino è un progetto da 215 milioni di euro e comprende cavalcavia, nuove stazione e quant’altro. Il servizio è rimasto però indietro. Anzi, peggiora, stando alle lamentele dei pendolari, studenti e lavoratori. Ritardi e disservizi per chi viaggia in treno da San Gavino diretti a Cagliari o viceversa. Tra i viaggiatori c’è chi ha perso la pazienza come Giuseppe Valdes: «I disagi sono all’ordine del giorno. Lunedì sono salito sul treno per San Gavino delle 14,30 in partenza dal binario 8. Dopo circa 10 minuti ci hanno comunicato la soppressione improvvisa del treno e siamo stati costretti a scendere. Un controllore ci ha suggerito di prendere il treno in arrivo da Porto Torres alle 15 dal binario 6 e diretto a Cagliari. Il convoglio è partito puntuale, ma improvvisamente poco dopo si è fermato per circa mezz’ora a causa di un non ben precisato problema tecnico. Ore 15,26: finalmente il treno è ripartito, per arrivare a Villasor poco prima delle 15.50. Questo è solo uno dei tantissimi episodi ormai quotidiani. È arrivato il momento di ribellarci a un trasporto regionale scadente».

Se poi la biglietteria è chiusa e la macchinetta automatica non funziona, si può salire in treno solo pagando una grossa multa come evidenzia Daniela Garau di San Gavino: «Dovevo prendere il treno delle 18,50 per Cagliari. la biglietteria era chiusa e nella macchinetta automatica non c’è l’opzione per fare il biglietto, ma solo l’abbonamento o il supplemento bici. Il treno è arrivato, eravamo in tre e siamo andati a parlare con il controllore: ci ha detto che ci avrebbe fatto salire solo a condizione di pagare un verbale da 50 euro. Così abbiamo perso il treno e siamo andati nel bar del piazzale dell’ospedale a comprare il biglietto, anche se questa rivendita non è segnalata nella biglietteria. Il controllore del treno successivo ci ha invece fatto salire. È un regolamento assurdo che vale solo in Sardegna. A Torino in genere non si paga niente di supplemento».

Intanto nella nuova stazione, aperta da quasi 5 anni, non ci sono l’edicola e il bar anche se le ferrovie ne annunciano l’apertura. «Per il buffet – sottolinea Giuseppe Angelini dell’Ufficio Stampa delle Ferrovie – sono in atto le procedure amministrative per l’apertura. Il futuro gestore, dopo la realizzazione dei lavori previsti, procederà all’apertura dell’attività a settembre, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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