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«San Gavino resta nel cuore»

Festa degli emigrati, l’emozione del novantenne paracadutista. Carobbio arrivò in Sardegna dopo la battaglia di El Alamein e si sposò.

Marino Carobbio

Marino Carobbio

Ricordi ed emozioni per i tanti emigrati sangavinesi che si sono ritrovati per una giornata a loro dedicata. Quasi un centinaio i presenti provenienti da diverse regioni italiane ed anche dall’Estero: a tutti è stato consegnato dalla Pro Loco un omaggio-ricordo di questa giornata.

Era di rientro dalla battaglia di El Alamein in Egitto il bergamasco Marino Carobbio, paracadutista della Folgore, che fece tappa in Sardegna e a San Gavino ha conosciuto Maria Porceddu: colpo di fulmine. Per anni Marino ha vissuto a San Gavino: «Lavoravo alla fonderia – racconta l’arzillo 92enne – poi abbiamo scelto la strada dell’emigrazione per lavoro». Da pensionato, la scelta di tornare nel paese del Medio Campidano fino a quando la salute glielo ha permesso: quindi il ritorno a Bergamo dove vivono i parenti. «Mio padre – raccontano le figlie Giuletta e Patrizia – ha scelto di far seppellire mia mamma a San Gavino ed ogni anno torniamo con piacere. Il legame con questo paese è molto forte».

A Torino c’è una grande comunità di sangavinesi (più di 200) ed uno di questi è Maria Spiga: «Ho vissuto a San Gavino da bambina – racconta – poi sono emigrata per lavoro con la valigia di cartone e l’idea di una vita migliore. Adesso vivo da 50 anni a Torino, ma la terra natale non si scorda e rientro ogni anno come turista». È partito all’età di 17 anni Sergio Pascalis: «Adesso mi trovo a Verona, son andato via da San Gavino nel 1968 e rientro sempre con piacere. Sono un maresciallo in pensione». E sono anche i giovani ad emigrare come nel caso di Sabrina Caddeo, 40 anni: «Da undici anni vivo a Belluno, mi sono sposata e ho un figlio. Ritorno a San Gavino ma solo per le vacanze. Lavoro come operaia».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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