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[L’avvocato risponde] Divisione ereditaria

Prosegue la nostra rubrica L’avvocato risponde sulle nostre pagine. Vi ricordiamo che potete scrivere alla nostra redazione mandando una e-mail all’indirizzo redazione@sangavinomonreale.net per porre le vostre domande al nostro avvocato.

Ecco l’ultima domanda rivolta al nostro avvocato.

Avvocato, come va stabilita l’assegnazione delle quote in caso di divisione ereditaria in parti uguali?

L'Avvocato risponde

L’Avvocato risponde

Da sempre la divisione ereditaria è stata oggetto di studi da parte degli addetti ai lavori e spesso fonte di contenzioso, per i più vari profili, tra gli eredi; è chiaro che in tale ambito si innestano diverse problematiche, tutte meritevoli di attenzione, e, il 30 agosto, la Suprema Corte ha stabilito alcuni principi su un profilo molto importante. Infatti, nel caso di una divisione ereditaria, in mancanza di contestazione sulla consistenza delle quote, il sorteggio è il criterio ordinario di assegnazione che non può formare oggetto impugnazione una volta chiesto dalle parti.

Così ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 30 agosto 2012 n. 14713, decidendo su di un caso di successione fra due sorelle che dopo anni avevano chiesto che venisse sciolta la comunione ereditaria in parti uguali delle sostanze paterne. Per la Suprema Corte “in ipotesi di quote uguali, il metodo di assegnazione per sorteggio, sancito dall’articolo 729 del codice civile, pur non potendosi ritenere tassativo, costituisce sicuramente l’opzione normale che può essere disattesa solo in presenza di valide ragioni, delle quali il giudice deve dare puntualmente conto”.

Dunque, nel caso analizzato, siccome “non erano state ritenute sussistenti esigenze che consigliassero l’attribuzione diretta di una o entrambe le quote […] il punto rilevante era solo quello di accertare se le quote dei singoli condividenti fossero da considerarsi uguali”.

A parere della Corte, quindi, va affermato il principio per cui “a fronte della non contestazione della valutazione della consistenza delle quote, deve farsi riferimento al sorteggio quale criterio ordinario per garantire il più possibile l’imparzialità in sede di attribuzione delle porzioni ai singoli condividenti”, tanto più ricorrendo in questo caso anche un accordo tra le parti sulla scelta del sorteggio.

Quindi, da ora in poi, in presenza delle condizioni che la Corte ha in questa Sentenza stabilito, il Sorteggio deve essere, senza ombra di dubbio, il metodo di assegnazione tra gli eredi.

Fabio Marrocu

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