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«Così mi lascio morire»

Un cardiopatico protesta contro la decisione dell’Inps. Patteri rifiuta i farmaci dopo la revoca della pensione.

Luigi Patteri

Luigi Patteri

Quattordici anni fa ha avuto un infarto e da allora non ha più potuto lavorare. La sua vita è cambiata. Luigi Patteri, 64 anni, ogni giorno deve prendere otto farmaci giornalieri salvavita per il cuore e sino a qualche mese fa riceveva una pensione di invalidità dell’Inps. «Da due giorni non prendo più questi medicinali per protesta: lo scorso anno sono stato chiamato ad una visita di revisione dell’Inps a Cagliari e a dicembre mi è arrivata una lettera di revoca della mia pensione da 270 euro al mese. Mi hanno dichiarato guarito: la mia invalidità è stata ridotta dal 75 al 25 per cento. E questo anche se da anni sono in cura e per i medici devo continuare a prendere dei farmaci».

Di qui la decisione che potrebbe avere serie conseguenze per la salute: Luigi Patteri rifiuta le medicine. «Ho già dei capogiri, ieri sono stato al pronto soccorso dell’ospedale ma continuo la protesta. Di che cosa vivo? Non ho nessun altro reddito. Ho fatto ricorso con un avvocato, ma i tempi della giustizia sono lunghi».

«La pensione – replica l’ufficio stampa dell’Inps – è stata sospesa perché la commissione medica superiore ha ritenuto non invalidante la patologia di Patteri al quale, nel dicembre del 2011, è stato trasmesso il verbale con il parere medico della Commissione». Al pensionato non rimane che presentare un ricorso giudiziario.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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