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Zafferano dop, un flop

Soltanto cinque aziende su cento certificano il prodotto. Il Comune adesso cerca altre strade per tutela e promozione.

Zafferano

Zafferano

Lo zafferano di San Gavino, Turri e Villanovafranca ha ottenuto dall’Unione Europea il marchio Dop (denominazione d’origine protetta), ma da qualche tempo non c’è più il consorzio di tutela dei produttori: «Questo organismo – rimarca il presidente uscente, Gavino Inconis – è stato sciolto perché alla gente non interessa il discorso della Dop che implica controlli e l’analisi del prodotto». E a potersi fregiare del prestigioso marchio solo 5 produttori (3 di San Gavino e 2 di Turri).

Così il Comune di San Gavino punta su un marchio “zafferano italiano” che raggruppa più di 200 aziende del centro Italia. Tante le posizioni tra i produttori: «Si pensa – spiega Franco Sanna – di fare dei prezzi altissimi, ma è difficile vendere un grammo di zafferano per 20 euro. Questa dello “zafferano italiano” mi sembra una buona idea».

E a San Gavino era presente Giovanni Piscolla, il presidente dei produttori di questo consorzio: «Il marchio “zafferano italiano” è una opportunità. Nel Medio Campidano la dop non è decollata: a fronte di 97 richieste di aziende ad oggi solo 5 la certificano». Intanto la Pro Loco difende la certificazione europea: «La denominazione d’origine protetta – spiega il presidente Antonio Garau – ha elevato lo zafferano di San Gavino ad essere conosciuto in tutto il mondo. C’è una scarsa attitudine dei produttori all’associazionismo, prevale l’individualismo».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda del 04/09/2012

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