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Tomba vietata all’emigrato

Proibito seppellire i non residenti nel cimitero del paese. La salma di Giorgio Podda tumulata a Villamar.

Cimitero

Cimitero

Sepoltura negata ai sangavinesi non residenti. Sembra assurdo ma è la realtà. Non basta essere nati e cresciuti nel paese del Medio Campidano perché, secondo un regolamento approvato dal consiglio comunale nel 2003, chi emigra e non ha più la residenza non può essere tumulato nel cimitero di San Gavino. È successo a Giorgio Podda, emigrato a Torino all’età di 24 anni e deceduto di recente nel capoluogo piemontese a 63 anni.

LA STORIA Lo racconta il fratello Salvatore: «Mio fratello è morto a Torino e subito ho pensato a far trasportare la salma in Sardegna. Alcuni giovedì fa mi sono recato in cimitero, ma era chiuso, così come era chiuso anche il Comune. Allora sono andato dal parroco di Santa Chiara don Pierangelo Zedda e abbiamo fissato il funerale per la domenica. Venerdì dovevo prendere l’aereo per Torino insieme a mio fratello Marco che abita a Villamar. Alle 7 mi sono recato in cimitero dove sono sepolti mio padre e mio madre per chiedere se mio fratello poteva avere un loculo vicino. L’impiegata del cimitero, sentendo che mio fratello non abitava a San Gavino, mi ha posto il problema della sepoltura e mi ha fissato un appuntamento con il geometra del Comune Luigi Mereu. Quest’ultimo mi ha detto che una persona non residente non può essere sepolta a meno che non ci sia una tomba di famiglia o qualcuno ceda il suo loculo».

LA SOLUZIONE Insomma una doccia fredda i fratelli Salvatore, Tonino, Osvaldo e Marco (i primi tre vivono a San Gavino, l’ultimo a Villamar): «È assurdo – aggiunge Tore Podda – mio fratello è stato per 40 anni emigrato a Torino e dovrà fare l’emigrato anche ora che è morto. Per fortuna, mio fratello che risiede a Villamar ha chiesto la disponibilità di questo Comune che è immediatamente arrivata. È stato celebrato il funerale e ora possiamo portare qualche fiore sulla sua tomba. Ringraziamo la disponibilità dell’amministrazione di Villamar. Il 12 ottobre alle 18 nella chiesa di Santa Chiara a San Gavino ci sarà la messa in ricordo di nostro fratello Giorgio».

IL COMUNE E l’amministrazione comunale? Interviene l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Deidda: «Il regolamento prevede la sepoltura per chi ha la residenza a San Gavino anche se sono previste alcune deroghe. In questo caso c’è stata una incomprensione tra gli uffici comunali e i parenti del defunto. I familiari di Giorgio hanno ragione a lamentarsi gli uffici hanno applicato il regolamento alla lettera. Se la cosa fosse arrivata a noi amministratori, avremmo cercato una soluzione. Sulla base di questa esperienza faremo in modo che un fatto simile non si ripeta. Conoscevo bene Giorgio, siamo coetanei e siamo cresciuti insieme».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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