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Teatro, stagione a rischio

Non c’è il certificato di prevenzione incendi. Si cercano alternative per la programmazione del Cedac.

Teatro, stagione a rischio

Teatro, stagione a rischio

Il teatro comunale di San Gavino non potrà ospitare la stagione di prosa del circuito teatrale sardo del Cedac. Il motivo? Manca ancora la certificazione di prevenzione incendi sia per il teatro che per l’anfiteatro, un fatto che rende inutilizzabile la struttura come conferma Valeria Ciabattoni, direttore artistico e organizzativo del Cedac: «Siamo in attesa di capire, insieme all’assessore alla cultura Cinzia Uda e all’amministrazione comunale, come muoverci. Il teatro alla stato attuale non si può utilizzare e noi abbiamo pensato a un’alternativa: trovare un teatro nel Medio Campidano per garantire una parte della programmazione. Da parte dell’amministrazione c’è la disponibilità a trovare una soluzione».

CORSA CONTRO IL TEMPO Il sindaco Gianni Cruccu e la Giunta sono impegnati nel rendere il teatro e l’anfiteatro a norma. «Stiamo cercando di recuperare una parte della stagione teatrale, quella del Cedac. Abbiamo approvato un progetto preliminare per tutta la struttura. Procederemo a stralci funzionali, partendo dal teatro». E tra i tanti frequentatori della struttura c’è molta delusione e amarezza anche perché da anni i sangavinesi e gli abitanti dei paesi vicini erano abituati ad avere la stagione di prosa senza dover andare a Cagliari o Oristano. «È una situazione vergognosa», spiega Luciano Casu, uno dei tanti abbonati. «Il teatro in genere è sempre pieno. Trovo osceno e inconcepibile che una struttura del genere costata tantissimo non abbia la certificazione di idoneità. È una grossa perdita culturale per San Gavino. Oltre al teatro, c’è anche l’anfiteatro all’aperto che non ha mani funzionato. Sono soldi pubblici spesi per tenere un comparto chiuso». Sulla stessa linea Antonio Contu, autore di una serie di commedie teatrali in sardo e italiano: «Stiamo perdendo tanto da un punto di vista culturale. La nostra cittadina è affamata di cultura. Mi ricordo un concerto del 1980 nella chiesa di Santa Teresa e già allora chiedevamo, con l’appoggio di tutti, la creazione di un teatro».

SOLDI BUTTATI Dure accuse arrivano dalla minoranza. «Non capisco perché si progettano strutture che poi non vengono completate», tuona Angela Canargiu, consigliere dell’opposizione. «Abbiamo un teatro e un anfiteatro che non si possono utilizzare. Mi chiedo perché vengono spesi i soldi dei cittadini per delle cattedrali nel deserto. Eppure c’è stata anche l’inaugurazione dell’anfiteatro che ora rimane una grande incompiuta. È meglio realizzare altre strutture che rendono servizi ai cittadini. Purtroppo la mancanza della stagione teatrale è un impoverimento ulteriore della nostra società».

Ora la speranza è che si riapra al più presto il sipario del teatro inaugurato nel 1994 dall’attrice Paola Borboni e che presenta una struttura confortevole con 300 posti a sedere.

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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