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Paziente muore, i parenti non lo sanno

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Gli specialisti dell’ospedale hanno dimenticato di avvertire i familiari

Ospedale
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Perdere un familiare è già straziante di suo, ma scoprirne la morte per caso perché i medici dell’ospedale non lo comunicano è ancora più assurdo. Eppure è quello che è capitato lunedì mattina a Stefania e Sara Puddu, che ancora oggi non riescono a darsi pace per la loro nonna che non c’è più e per come sono venute a saperlo. Quando le due giovani, dopo aver chiamato insistentemente l’anziana donna al telefonino, preoccupate perché non rispondeva, si sono recate all’ospedale di San Gavino hanno trovato il suo letto vuoto e rifatto, e hanno capito subito quanto era successo: la loro nonna Gilla le aveva lasciate. In comprensibile stato di choc, Stefania e Sara Puddu, sono scese nella camera mortuaria per darle l’ultimo saluto. «Quando siamo risalite in reparto la caposala si è scusata perché il medico aveva dimenticato di avvisarci», affermano.

Gilla Pilloni era stata ricoverata un mese fa nel reparto di chirurgia per un tumore maligno alla colecisti, diagnosticato quindici giorni prima. «Non mangiava. Solo una settimana dopo, dietro nostra specifica richiesta, le è stata iniettata una flebo nutrizionale», sostengono le nipoti. Passavano i giorni e l’anziana donna peggiorava. Quindici giorni fa hanno chiesto di poterla riportare a casa per assisterla più amorevolmente, poiché al momento della diagnosi del tumore i medici le avevano assegnato due mesi di vita. «Meglio a casa che in ospedale», chiedeva Gilla Pilloni. «Appena abbiamo detto che eravamo pronte a firmare le dimissioni, quasi ci hanno aggredito dicendo che non potevamo portarla a casa in quanto doveva essere sottoposta ad una risonanza magnetica per un intervento chirurgico. La risonanza è stata effettuata al Microcitemico di Cagliari per poi sentirci dire che la nonna non poteva affrontare l’intervento», sottolinea Stefania Puddu.

Per la famiglia era indispensabile riportarla a casa. Venerdì, sabato e domenica hanno nuovamente chiesto le dimissioni senza avere risposta dai medici. «Non era assistita come si doveva. Se chiedevamo di stare oltre l’orario delle viste, la risposta era sempre la stessa: c’erano loro ad assistere gli ammalati. Il personale infermieristico si infastidiva quando veniva chiesto qualcosa, soprattutto per accompagnarla in bagno, infatti nonna finché poteva, andava da sola oppure accompagnata da noi durante l’ora delle visite. Un giorno è andata da sola ed è caduta», polemizzano Sara e Stefania, che denunciano l’insensibilità dei medici, anche per non essersi preoccupati di informare i familiari della morte della nonna.

Fonte: Gian Paolo Pusceddu, Unione Sarda

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