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«Silurato perché scomodo»

L’assessore eliminato dalla Giunta attacca quattro ex colleghi. Mostallino: il sindaco adesso dovrebbe dimettersi.

Giovanni Mostallino

Giovanni Mostallino

La rinuncia al taglio degli sprechi nel Comune, la mancata riduzione delle indennità di sindaco e assessori e l’inaugurazione dell’anfiteatro senza che questa struttura fosse a norma. Sono questi alcuni dei motivi che hanno spinto l’ex assessore Giovanni Mostallino ad andare in rotta di collisione con la giunta comunale e con il sindaco che, non potendo ricucire lo strappo, gli ha tolto la delega. Accuse pesantissime lanciate nell’ultimo Consiglio comunale e inviate a Prefettura di Cagliari, Corte dei conti e all’assessorato regionale agli Enti locali.

Chi ha voluto la sua testa?
«Quattro assessori (Bruno Deidda, Stefano Garofano, Paolo Onnis e Cinzia Uda) hanno scritto una lettera indirizzata al sindaco chiedendo la revoca del mio incarico per proteggere la propria indennità di carica. L’unico che non ha firmato è l’assessore Giancarlo Corda».

Chi comanda in giunta?
«Gli assessori di peso sono due: il vicesindaco Bruno Deidda e l’assessore Paolo Onnis, tutti gli altri sono di semplice contorno».

Quale taglio delle indennità ha proposto?
«In Giunta ho presentato l’idea di ridurre del 25 per cento degli stipendi di sindaco e assessori ma non mi ha voluto seguire nessuno. Così il 31 ottobre ho presentato al sindaco una lettera in cui mi sono ridotto l’indennità di un quarto. Ho già restituito la quota di novembre: 257 euro».

Quali altre spese possono essere evitate nel Comune?
«Quelle per i responsabili dei servizi municipali, eliminando anche convenzioni con professionisti esterni per le consulenze dell’Iva e del modello 770 che in passato venivano espletate dagli stessi uffici: sprechi vergognosi. La mia proposta voleva evitare l’aumento delle tasse per i cittadini e la riduzione degli sprechi».

Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«La presentazione il 22 ottobre 2012, in una riunione di Giunta, del progetto di 175 mila euro per l’ottenimento del certificato di prevenzione incendi per il teatro e dell’anfiteatro. Ho chiesto che il pagamento al nuovo progettista fosse subordinato all’ottenimento del certificato. Non sono stato ascoltato e non ho firmato quella delibera. I sangavinesi sono stufi di vedere spesi altri soldi per i tecnici e per lavori senza che si abbia la certezza che arrivi l’agibilità della struttura».

Ma l’anfiteatro è stato inaugurato comunque l’anno prima?
«Sì, senza che avesse questi certificati di sicurezza: per questo motivo ho dato subito dopo le dimissioni da assessore allo Spettacolo. La struttura ora è chiusa».

Quale consiglio dà al sindaco?
«Penso che si debba dimettere perché l’esperienza della lista che ha vinto per soli 28 voti di scarto può considerarsi conclusa. Infatti le mie 126 preferenze, unite a quelle dei due consiglieri dissidenti e quelle del consigliere dimissionario Patrick Porceddu, sono in tutto 241».

Fonte: Gigi Pittau, Unione Sarda

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